#BODYSHAMINGISFORLOSERS - Go as a river
C’è un mondo che non è sempre visibile ai nostri occhi, un mondo al di là delle apparenze fatto di emozioni e vulnerabilità di cui non sappiamo niente. Su che base si andranno a poggiare le nostre parole nel cuore dell’altro quando le pronunceremo?
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#BODYSHAMINGISFORLOSERS

“Grassa” di solito è il primo insulto che una ragazza rivolge a un’altra quando vuole ferirla. Voglio dire, “grassa” è davvero la cosa peggiore che possa essere una persona? Essere “grassi” è peggio che essere vendicativi, gelosi, superficiali, vanitosi, noiosi o crudeli?

 

~ J.K. Rowling

 

Questa mattina, sulla pagina facebook Go as a river, ho condiviso con voi uno spunto di pratica informale, invitandovi a coltivare la parola gentile.

 

Lo confesso, i #mindfulmondays – i post che scrivo ogni lunedì mattina con l’intento di condividere qualche riflessione e ricordare a me e a voi che la pratica continua anche quando ci alziamo dal tappetino – sono impegnativi, ma allo stesso tempo sono un dono. Hanno creato un dialogo autentico con voi, in una pluralità di voci ed esperienze che arricchisce tutti.

 

Voglio raccontarvi com’è nato il post di stamattina.

 

È successo che ieri sera, dopo un weekend di Digital Sabbath, mi sono imbattuta nella rete facendo esperienza di quanto questo incontro, per la mia sensibilità, sia spesso troppo forte.

 

Ho letto distrattamente due o tre notizie, finché la mia attenzione è stata catturata dalle parole di una nota influencer italiana che, nel condividere gli scatti di un weekend al mare con le amiche, è stata prima aspramente criticata per la sua forma fisica (a pochi mesi dal parto), e poi oggetto di un articolo – scritto da una giornalista donna – che faceva riferimento a lei e alle sue amiche “rotonde e felici”. A questi avvenimenti, lei ha risposto lanciando l’hashtag #BodyShamingIsForLosers, ovvero umiliare le persone per la forma fisica è da perdenti.

 

Devo dirvi che, con tutte le notizie allarmanti che ci passano sotto gli occhi di giorno in giorno, mi sono chiesta come mai questa mi avesse colpito così tanto. Ho scelto di condividere brevemente uno spunto sull’importanza della parola gentile stamattina, ripromettendomi di tornarci su con qualche riflessione più approfondita. Ed eccomi qui.

 

PAROLA SAGGIA

Comprendere l’importanza di usare parole gentili è un dono ed è necessario avere una certa consapevolezza per capire quando parlare, quando rimanere in silenzio, come pronunciare parole capaci di toccare il cuore e come ascoltare.
Prendersi cura delle proprie parole significa aver cura dei propri pensieri e non si dovrebbe mai sottovalutare il potere della parola saggia – una parola che genera fiducia e comprensione, laddove la parola inconsapevole che nasce dal giudizio, dalla critica, dal perfezionismo crea separazione e sofferenza.

La parola saggia deriva da una voce autentica, è radicata nel rispetto e nella gentilezza. Crea armonia al di là dell’onestà, perché anche quando le critiche verso l’altro sono basate sulla realtà è necessario chiedersi: qual è la mia intenzione? Quali possono essere le conseguenze delle mie parole? Porteranno armonia e comprensione? Sono supportate da un desiderio di bene?

C’è un mondo che non è sempre visibile ai nostri occhi, un mondo al di là delle apparenze fatto di emozioni e vulnerabilità di cui non sappiamo niente. Su che base si andranno a poggiare le nostre parole nel cuore dell’altro quando le pronunceremo?

 

INFLUENCER, OVVERO CHI HA UN’INFLUENZA SUGLI ALTRI

Che ci piaccia o no, esistono oggi nuove figure professionali che fino a qualche anno fa non credevamo possibili, né immaginabili. L’influencer ne è un esempio concreto: chi ha il potere di muovere le masse verso una direzione – che si tratti dell’acquisto di un prodotto, di uno stile di vita o di una corrente di pensiero. Ora, l’influencer in questione ha 13,5 milioni di follower (aspettate che lo riscrivo: tredicimilioniemezzo di follower) e, indovinate un po’?, sono per lo più ragazze adolescenti. Cioè, le vostre nipoti, le vostre studentesse, le vostre figlie. Che sognano di essere come lei.

Ho avuto l’audacia di leggere qualche commento sotto al post e se da un lato mi ha colpito la risposta semplice della stessa influencer “Datemi il tempo di tornare al mio peso di prima”, dall’altra non ho potuto fare a meno di notare quante ragazzine abbiano commentato “Ecco, se tu sei grassa io mi chiudo in camera quest’estate”. Ragazze magre, bellissime, giovani, che stiamo portando verso una pericolosa dispercezione del proprio corpo e verso un’ideale di bellezza finto, irreale, ritoccato.

Sono stata adolescente anch’io e tuttora non mi sento sempre a mio agio nel mio corpo, ma la pratica ha cambiato la relazione con me stessa, mi ha riempita di gratitudine per il miracolo di essere viva e mi ha regalato l’opportunità di poter lavorare con le adolescenti, di accompagnarle verso la possibilità di amarsi così come sono.

La stessa Rowling scrive: Ho avuto due figlie che dovranno percorrere la loro strada in questo mondo ossessionato dalla magrezza, e questo mi preoccupa perché vorrei che non fossero delle ossa emaciate, con la testa vuota e ossessionate dalla propria immagine. Vorrei ragazze indipendenti, interessanti, idealistiche, gentili, caparbie, originali, divertenti – ci sono un migliaio di cose, prima di “magre”. Lasciate che le mie ragazze siano delle Hermione, prima di essere delle Pansy Parkinsons.

 

SORELLANZA ED EMPOWERMENT

Sapete qual è l’aspetto che più mi ha toccato in questa vicenda? Che i commenti livorosi venivano tutti, esclusivamente da donne. Così come l’articolo scritto dalla giornalista. Non ho potuto fare a meno di notare che nessun uomo mi ha mai fatto sentire a disagio per il mio corpo. Nessun uomo mi ha mai fatto lo sgambetto o ha provato invidia per i miei successi, nessuno mi ha mai temuto, né ha sentito il bisogno di definirsi in relazione alle mie capacità, svalutandomi o allontanandomi. E questa mancanza di supporto femminile con cui mi sono trovata talvolta a praticare, se da un lato mi ha ferito e mi ha deluso, dall’altro mi ha ricordato come voglio basare le relazioni con le altre donne: sulla sorellanza e sull’empowerment. E mi è servito a comprendere quale privilegio è ogni volta che incontro donne e amiche così.

 

Buone riflessioni e buona pratica!

 

Valentina Giordano

Mindfulness & MBSR Teacher del Center for Mindfulness della University of Massachusetts Medical School, Valentina pratica e insegna con entusiasmo rivolgendosi ad adulti, bambini, adolescenti, scuole e aziende. Da questa passione nasce il suo progetto di mindfulness www.goasariver.com.

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