FAVELA - Go as a river
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FAVELA

Sarà che nei prossimi giorni aprono le scuole, sarà che sto preparando le lezioni di mindfulness per bambini e adolescenti, ma negli ultimi giorni mi torna spesso alla memoria il ricordo dell’esperienza come volontaria con i bambini della Favela di Vila Canoas di Rio de Janeiro.

 

Un mese, intenso come un anno, e il desiderio di poter donare qualcosa di me sapendo in partenza che ciò che avrei ricevuto sarebbe stato molto di più.

 

Certo, aver già lavorato in passato come educatrice e parlare portoghese mi è stato di grande aiuto; ma, al di là di ogni possibile competenza, quello che ho imparato è che ciò che possiamo veramente dare agli altri è il dono della nostra presenza.

Pensiamoci un attimo: cos’è che desiderano di più i bambini se non la nostra presenza, la nostra piena attenzione? È qualcosa che possiamo anche insegnare?

 

Da subito ho preso parte ad un progetto di meditazione: due momenti al giorno dedicati alla pratica formale, pochi minuti di meditazione guidata da me e Rogerio – amico carioca e compagno d’avventura – la condivisione, di volta in volta, dell’esperienza.

 

Quando mi chiedono come sia possibile far meditare dei bambini, che sono naturalmente vivaci e irrequieti, invito spesso a ricordare che i bambini sono naturalmente molto altro: sono curiosi e aperti ad accogliere le novità come si trattasse sempre di un gioco, sono calmi o agitati in risposta all’ambiente che li circonda, sono generalmente fiduciosi, sono pienamente a contatto con il loro corpo e i 5 sensi.

 

Questo non significa che sia tutto semplice, tutt’altro. Il più delle volte si tratta di coltivare la pazienza e la curiosità, ma i risultati sono poi sorprendenti.

 

Come accade per gli adulti che si avvicinano alla pratica, infatti, anche i bambini iniziano ad entrare maggiormente in contatto con una realtà genuina e a notare se sorgono pensieri, emozioni, sensazioni, imparando a riconoscerli e a dare loro un nome. Sapendo che sono quello che sono, pensieri, emozioni, sensazioni. Imparando ad osservarli e a lasciarli andare, senza esserne governati.

 

Anche i bambini, proprio come gli adulti, scoprono con entusiasmo che la nostra intera esperienza viene amplificata se prestiamo semplicemente attenzione. È stato il caso dell’esperimento di mindful eating e del senso di meraviglia e di sorpresa che abbiamo provato mangiando un solo cioccolatino lentamente e in maniera consapevole.

 

“Non pensavo che un affarino di questi sarebbe stato così buono, mangiandolo così” ha concluso Bernardo, con le mani e la bocca ancora sporchi di cioccolata e gli occhi luminosi e sorridenti.

 

Più di tutto, ci siamo divertiti. Abbiamo sperimentato, corso, camminato, pitturato, impastato senza l’obiettivo di arrivare da nessuna parte, senza voti, né meriti o demeriti, ma con una sola istruzione: quella di essere pienamente nel momento presente.

 

Credo che nell’economia della relazione con i bambini, è sempre di più ciò che si riceve di quanto si dà. Se possibile, questo è stato tanto più vero con i meninos della Favela di Rio.

 

Devo a loro la possibilità di ammorbidirci e di stare nella bellezza della vita, così com’è, anche quando tutto prende una direzione diversa dai nostri programmi.

Grazie a loro ho imparato a saper sorridere anche quando le condizioni sembrano avverse, ma non c’è nulla che ci manchi davvero.

È attraverso i loro racconti entusiasti di come hanno provato a sedersi silenziosamente a terra e respirare nelle loro baracche affollate, anguste e pericolanti ma piene di calore e di umanità, che ho capito che quando abbiamo l’intenzione di riconnetterci a noi stessi possiamo farlo ovunque.

Anche senza il silenzio esterno, anche senza il nostro amato tappetino.

 

Altrimenti diventa perfezionismo. Altrimenti diventa che possiamo essere felici solo se tutto va sempre esattamente come vogliamo noi.

Valentina Giordano

Mindfulness & MBSR Teacher del Center for Mindfulness della University of Massachusetts Medical School, Valentina pratica e insegna con entusiasmo rivolgendosi ad adulti, bambini, adolescenti, scuole e aziende. Da questa passione nasce il suo progetto di mindfulness www.goasariver.com.

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