I TRENTUNO PROFUMI DELLA PRATICA - Go as a river
Ma, davvero, cos’è la pratica della mindfulness? Concedetevi di esplorarlo, giorno dopo giorno, e di sentire cos’è per voi.
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I TRENTUNO PROFUMI DELLA PRATICA

Eccomi di nuovo in partenza, vado a completare il mio training con il Center for Mindfulness della University of Massachusetts Medical School.

 

Sono felice, come sempre quando parto per un po’. Sono felice di donarmi ancora qualche giorno di pratica, condivisione e gentilezza. Sono felice e ispirata.

 

Ogni tanto mi chiedono perché abbia deciso di dedicarmi alla mindfulness a tempo pieno. Faccio ancora un po’ fatica ad esprimerlo a parole, eppure per me è così chiaro.

 

Basta poggiare una mano sulla pancia per sentirlo nelle viscere, e fin dentro le ossa, il potere trasformativo di questa pratica. O sul cuore. Le risposte sono lì.

 

Ma, davvero, cos’è la pratica?

 

Concedetevi di esplorarlo, giorno dopo giorno, e di sentire cos’è per voi.

 

Nel frattempo, è sempre piacevole ritrovarsi e lasciarsi guidare da queste trentuno risposte che Ezra Bayda condivide nel suo meraviglioso libro Star bene in acque torbide. Quale risuona maggiormente in voi?

 

A presto,
Valentina

 

 

Ecco trentuno risposte alla domanda “Cos’è la pratica?”. Potete sceglierne una come massima con cui praticare ogni giorno. Tenetela a mente nel corso della giornata, e usatela per approfondire la comprensione esperienziale del senso della vostra vita.

 

  • La pratica è sperimentare la verità di chi siamo in realtà.
  • La pratica è stare con la vita così com’è, non come vorremmo che fosse.
  • La pratica è chiarire i nostri sistemi di convinzioni in modo che, anche se rimangono, non ci dominano più.
  • La pratica è non lasciarsi ingannare dall’illusione di un sé separato.
  • La pratica è imparare a essere gentili, sapendo che non saremo mai gentili fino a quando non sperimenteremo davvero la nostra mancanza di gentilezza.
  • La pratica è prestare attenzione ai nostri blocchi, ai nostri attaccamenti e a qualsiasi cosa oscuri la nostra vera natura, e sperimentarli.
  • La patica è essere disposti a dimorare in qualunque cosa la vita ci presenti.
  • La pratica torna ripetutamente al koan fondamentale “Cos’è questo?”, puntando sempre direttamente alla verità esperienziale del momento presente.
  • La pratica è smettere di cercare costantemente il benessere e di evitare il dolore.
  • La pratica è imparare a essere nessuno, senza dare solidità ad alcun sistema di convinzioni: semplicemente Essere.
  • La pratica è affrancarsi dalla schiavitù delle autocritiche e della vergogna.
  • La pratica è non lasciarsi ingannare dalla falsa promessa dei nostri ideali e fantasie.
  • La pratica è diventare una lampada per noi stessi.
  • La pratica è passare da una vita di turbamenti emotivi a una vita di equanimità.
  • La pratica è tornare sempre alla nostra vera natura.
  • La pratica è la crescente capacità di ringraziare tutto quello che incontriamo.
  • La pratica è trasformare la nostra sofferenza inutile.
  • La pratica è il conflitto tra ciò che vogliamo e ciò che è.
  • La pratica è entrare sempre più nell’Amore, non l’amore personale, ma l’Amore che è la natura del nostro Essere.
  • La pratica è passare da una visione egocentrica a una visione centrata sulla vita.
  • La pratica è comprendere definitivamente il paradosso fondamentale per cui, nonostante sia tutto un caos, Va Tutto Bene.
  • La pratica è dar peso alle nostre preferenze senza trasformarle in esigenze.
  • La pratica non è sofferenza, ma imparare dalla nostra sofferenza.
  • La pratica è perseveranza, la capacità di proseguire nei nostri sforzi anche se la vita non ci soddisfa nel senso comune del termine.
  • La pratica è imparare a vivere mossi dal Cuore aperto, il Cuore che conosce solo la connessione.
  • La pratica è liberarsi dagli attaccamenti e dalla sofferenza che ne nasce.
  • La pratica implica sempre il perdono, almeno fin quando resta anche una sola persona che non possiamo perdonare.
  • La pratica fondamentalmente deve affrontare la paura umana più basilare, la paura dell’estinzione del corpo fisico o dell’io.
  • La pratica è imparare a dire “sì” a ciò che accade, anche quando lo abbiamo in odio.
  • La pratica è donarci agli altri, ma come un bianco uccello nella neve.
  • La pratica torna sempre alla volontà di limitarsi a essere.
Valentina Giordano

Mindfulness & MBSR Teacher del Center for Mindfulness della University of Massachusetts Medical School, Valentina pratica e insegna con entusiasmo rivolgendosi ad adulti, bambini, adolescenti, scuole e aziende. Da questa passione nasce il suo progetto di mindfulness www.goasariver.com.

2 Comments
  • carmen
    Rispondi

    Valentina mi è appena arrivata una valanga di carica! Grazie

    Marzo 10, 2016 at 7:55 am

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