IMPARARE DA CIÒ CHE È SPIACEVOLE - Go as a river
Perché è importante essere consapevoli delle tonalità emotive? Perché sorgono rapidamente e hanno un profondo impatto sul nostro comportamento
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IMPARARE DA CIÒ CHE È SPIACEVOLE

In ogni momento, la vita così com’è

è l’unico insegnante.

 

Il tempo scorre rapidamente,

e con lui la nostra unica possibilità.

Ognuno di noi deve aspirare a risvegliarsi.

Sii consapevole.

Apprezza questa preziosa vita.

~ Ezra Bayda

 

 

 

Nei giorni scorsi riflettevo sul fatto che spesso ci troviamo ad affrontare dei momenti difficili, e che tuttavia sono proprio queste le occasioni che ci permettono di risvegliarci alle nostre vite.

 

Quando sediamo in meditazione abbiamo la possibilità di osservare con chiarezza le nostre reazioni abituali, perché la pratica formale altro non è se non lo specchio di ciò che accade nella vita e del nostro modo di risponderle.

 

Vi faccio un esempio: siete comodi e attenti e finalmente avete trovato una posizione confortevole, quando sorge un leggero formicolio al piede o un prurito al braccio, e immediatamente reagite a questa sensazione muovendovi o grattandovi di scatto. Oppure arriva nel panorama della mente quella fantasia che vi piace tanto o il ricordo di un commento che vi ha ferito, e la ricchezza del momento presente e la bellezza di stare un po’ con voi stessi lasciano il posto alla fantasticheria e alla ruminazione mentale.

 

In meditazione sperimentiamo le tonalità emotive, il nostro contatto con l’esperienza del momento presente che deriva da ciò che percepiamo come piacevole, spiacevole o neutro.

 

Spesso tendiamo a credere che la tonalità risieda nell’oggetto stesso, ma in realtà questa è legata ai nostri condizionamenti, alla nostra percezione, alla nostra esperienza. Pensate a un sapore o a un profumo che può suscitare in voi un effetto di piacevolezza, e a come quello stesso oggetto possa provocare reazioni di spiacevolezza in qualcun altro: stesso oggetto, tonalità del sentire differenti.

 

Perché è importante imparare a essere consapevoli delle tonalità emotive? Perché sorgono molto rapidamente e hanno un profondo impatto sul nostro comportamento e sulle nostre scelte.

 

Familiarizzare con la nostra esperienza, di momento in momento, ci permette di non amplificare ciò che sentiamo e di conseguenza di non rimanere intrappolati in ciò che è per noi piacevole o spiacevole. In ultima analisi significa avere maggiore libertà.

 

Allora, quando stiamo sperimentando una tonalità emotiva piacevole – un profumo di buono, un sapore che si sposa con le nostre preferenze, una serata divertente con gli amici o con la persona che amiamo – possiamo imparare a stare pienamente con questa esperienza, sapendo che com’è iniziata, finirà. Godendoci il momento e tutta la piacevolezza che ne deriva, senza cercare di prolungare l’esperienza o volerla necessariamente replicare nell’immediato per assaporare nuovo piacere.

 

In questo modo siamo liberi di stare con ciò che ci piace.

 

È un po’ più sottile la percezione di ciò che di neutro attraversa la nostra esperienza, perché spesso non ci coinvolge emotivamente o ancora perché, sull’onda del Romanticismo, ci piace emozionarci, essere rapiti dall’esperienza.

E tuttavia le tonalità neutre possono essere colte come un momento di riposo, di pace, ed è importante imparare a notarle.

 

Infine le tonalità emotive possono essere spiacevoli: diventarne consapevoli non le farà scomparire, ma farà in modo che gradualmente scompaia ciò che la mente aggiunge all’esperienza.

 

C’è un meccanismo di sopravvivenza che ci porta a proteggerci e a reagire immediatamente, respingendo il contatto spiacevole che abbiamo con l’esperienza. Anche per questa ragione, tendiamo ad amplificare la sensazione di spiacevolezza, ad ingigantirla.

Ma nel momento in cui entriamo in questo automatismo, perdiamo contatto con la realtà, iniziamo a ripeterci “non ce la faccio”, “non posso sopportare quello che mi sta succedendo” e il dolore fisico o emotivo generato dalla spiacevolezza di ciò che stiamo vivendo inizia a diventare più grande di noi, così tanto che non riusciamo più a contenerlo.

 

Quando riusciamo a incontrare la tonalità emotiva con la curiosità che ci permette di esplorare cosa sta succedendo veramente nel momento presente, riprendendo contatto con noi stessi e con le sensazioni spiacevoli nel nostro corpo, abbiamo la possibilità di non essere risucchiati dalla spirale dei pensieri negativi prima che questi si traducano in un’emozione disturbante.

 

Gradualmente impariamo a stare con le cose così come sono, con un cuore equanime, un cuore in grado di accogliere la totalità della nostra vita senza respingere, né inseguire. Senza aggrapparci. Senza proliferare o esagerare così tanto da rendere l’esperienza totalizzante, e lasciare che tutto diventi impossibile e noi senza speranza.

 

Spesso, quando un’esperienza è spiacevole, ci aggrappiamo a un pensiero. Ma cos’è un pensiero, se non un po’ di elettricità nel cervello? Possiamo scegliere di lasciarlo andare, senza ingigantirlo.

E allo stesso modo possiamo scegliere di lasciare andare le parole, quelle che talvolta riceviamo dagli altri e che sono prive di cura, di gentilezza e di verità, ma piuttosto parlano di loro: è una nostra scelta tenerle e trattenerle, o lasciarle andare.

 

In ogni momento, la vita così com’è è l’unico insegnate. E noi possiamo viverla, un respiro alla volta, con coraggio e presenza.

 

Buona pratica!

Valentina Giordano

Mindfulness & MBSR Teacher del Center for Mindfulness della University of Massachusetts Medical School, Valentina pratica e insegna con entusiasmo rivolgendosi ad adulti, bambini, adolescenti, scuole e aziende. Da questa passione nasce il suo progetto di mindfulness www.goasariver.com.

2 Comments
  • paola
    Rispondi

    Mi e’ venuta in mente una scena del film Notting Hill dove lei è rimasta turbatissima e arrabbiatissima di essere stata colta dai fotografi insieme a lui che invece le suggerisce di ‘relativizzare’ quanto appena successo..e mi era subito piaciuto molto questo modo di vedere le cose.. Come pure e’ molto bella la definizione di libertà che trasmette il tuo articolo..

    Ottobre 27, 2016 at 12:32 pm

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