INTENZIONI - Go as a river
51128
post-template-default,single,single-post,postid-51128,single-format-standard,cookies-not-set,eltd-core-1.0.3,ajax_fade,page_not_loaded,boxed,borderland-ver-1.17, vertical_menu_with_scroll,smooth_scroll,,grid_1300,wpb-js-composer js-comp-ver-5.6,vc_responsive

INTENZIONI

Il dono di imparare a meditare è il dono più grande che puoi dare a te stesso in questa vita.

~ Sogyal Rinpoche

 

 

Alcune settimane fa, mentre ero ancora in vacanza, mi sono imbattuta in un post di Carolina, amica sincera e mia mentore in questo viaggio nella consapevolezza.

Alle prese con la stesura del suo primo libro e guidata dallo spirito della condivisione, sondava tra i suoi contatti che cosa li motivasse alla meditazione, una pratica che non è sempre facile, perché “quando ci fermiamo per osservare quello che c’è, non è sempre tutto rilassante e piacevole”.

 

Mi sono presa qualche momento per assaporare la domanda, che è di grande aiuto per riconnettersi con le proprie intenzioni e chiedersi di tanto in tanto “perché lo stiamo facendo?”
E anche per chiarire il fraintendimento comune secondo cui chi medita ambisce a diventare un monaco, o qualcosa di simile.

 

Per me, è l’invito che ho ricevuto più volte a coltivare l’intenzione di esserci, per noi e per gli altri, al meglio delle nostre possibilità.

 

È la volontà di incontrare la vita, nel suo fluire, e non esserne semplicemente un veicolo, o a volte addirittura un ostacolo.

 

È il desiderio di vederci chiaramente, qualunque cosa si presenti.

 

È la possibilità di creare uno spazio rispetto a tutto ciò che si manifesta, che ci permetta di rispondere anziché reagire agli eventi della vita.

 

È l’impegno a coltivare un’attenzione piena da donare a noi stessi e agli altri, ricordandoci cosa proviamo noi per primi quando non ci sentiamo completamente ascoltati.

 

È il sapore della gentilezza, che una volta sperimentata mette in qualche modo in discussione tutti i nostri modi di vivere “al di fuori delle regioni della gentilezza”.

 

È il potere della trasformazione che avviene lentamente ma percettibilmente dentro di noi.

 

È la pienezza di vivere una vita amplificata e reale – al di là della narrazione su chi siamo e come dovrebbero andare le cose – che non smetterà comunque di accompagnarci, ma che saremo in grado di riconoscere.

 

Questo esercizio di riconnessione con le nostre intenzioni, questa abitudine ad interrogarci rispetto a che cosa ci sostiene, può esserci di grande aiuto ogni volta che sorge un dubbio, ogni volta che ci sembra di stare perdendo del tempo quando già ne abbiamo poco a disposizione.

Coltivando la capacità di essere semplici testimoni, osservando quello che c’è, possiamo notare anche quando c’è la tendenza a procrastinare o a evitare del tutto la pratica, possiamo sentire come si manifesta nel corpo il senso di avversione, senza giudicarci per questo.

Anche questo è un momento di mindfulness.

 

Ci capiterà più volte nella vita, anche dopo anni di pratica, di ritrovarci ad essere bloccati in un punto, con la sensazione di non riuscire ad andare avanti; eppure una voce da dentro ci ricorderà che la vita è qualcosa di più e potremmo viverla con maggiore pienezza.

Tutto ciò che ci permette di vivere una vita ricca di significato e di autenticità risiede già in noi e attraverso la meditazione coltiviamo la possibilità di entrarci sempre più in contatto.

 

Avete ben chiare le vostre intenzioni?
Buona pratica.

Valentina Giordano

Mindfulness & MBSR Teacher del Center for Mindfulness della University of Massachusetts Medical School, Valentina pratica e insegna con entusiasmo rivolgendosi ad adulti, bambini, adolescenti, scuole e aziende. Da questa passione nasce il suo progetto di mindfulness www.goasariver.com.

No Comments

Post a Comment