MINDFULNESS, NEUROSCIENZE E I BENEFICI DI VIVERE NEL PRESENTE. INTERVISTA A JUDSON BREWER
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MINDFULNESS, NEUROSCIENZE E I BENEFICI DI VIVERE NEL MOMENTO PRESENTE. INTERVISTA A JUDSON BREWER

Uno degli aspetti che trovo più interessanti della mindfulness riguarda la sua solidità scientifica e il numero crescente di studi e ricerche nell’ambito delle neuroscienze che ne dimostrano i benefici sulla salute mentale e fisica.
 

Durante il training con il Center for Mindfulness, ho avuto il piacere di conoscere ed essere formata da Judson Brewer, Direttore del Dipartimento di Ricerca e Professore Associato in Medicina e Psichiatria presso la University of Massachusetts Medical School.

 

Meditatore appassionato, Judson parla di neuroscienze con precisione e guida la pratica con gentilezza. Risveglia, in chi lo ascolta, la curiositá.

 

L’ho intervistato chiedendogli di mindfulness, neuroscienze e dei benefici di vivere nel momento presente.

 

Buona lettura e buona pratica!

 

 
 
Judson, qual è il cuore della mindfulness e quali ingredienti occorrono per praticarla?
 
 
L’intenzione di ridurre la sofferenza in noi stessi e nel mondo. Uno degli ingredienti principali è la consapevolezza. Quando vediamo chiaramente gli esiti delle nostre azioni (a livello mentale e fisico), possiamo notare come queste contribuiscano a generare sofferenza (o ad alleviarla).
Questo ci aiuta a diventare disincantati rispetto a quei comportamenti che portano alla sofferenza, così è più probabile che smettiamo di perpetuarli.
 
 
Che cos’è il mind-wandering e quali sono i benefici dell’essere completamente immersi nel momento presente?
 
 
È quando la mente si perde nei sogni ad occhi aperti, nei pensieri distratti, ecc. Alcuni dei benefici dell’essere pienamente presenti includono meno stress e la capacità di partecipare completamente alle nostre vite.
Essere consapevoli di cosa accade momento per momento è un’esperienza molto più ricca dell’essere persi in una fantasia.
 
 
Che genere di cambiamenti avvengono nel cervello attraverso la meditazione mindfulness? La pratica cambia il modo in cui il cervello funziona?
 
 
 
 
Come ci aiuta la meditazione mindfulness a cambiare il nostro Default Mode?
 
 
La pratica ci aiuta a riconoscere quando entriamo nella storia, oppure siamo persi (non presenti), così da poterne uscire fuori. Quanto più ripetiamo questa azione, tanto più il nostro Default Mode Network cambia i propri modelli di connettività – in pratica come differenti regioni del cervello comunicano tra di loro.
Numerosi studi hanno ora dimostrato che attraverso la pratica di mindfulness questi modelli cambiano davvero.
 
 
Cos’è il “loop dell’abitudine” e come possiamo smettere di rinforzarlo attraverso la meditazione mindfulness? Qual è il meccanismo che porta alla dipendenza nel nostro cervello e come ci aiuta la pratica a gestire i desideri smodati e i comportamenti poco sani?
 
 
CAUSA -> COMPORTAMENTO -> PREMIO
 
Puoi vedere il mio intervento su TED.com per i dettagli su come la mindfulness può essere d’aiuto: http://www.ted.com/talks/judson_brewer_a_simple_way_to_break_a_bad_habit
 
 

Quando parliamo di mindfulness, intendiamo allo stesso modo heartfulness. Quali sono gli effetti della meditazione di gentilezza amorevole o compassione sulla risposta neurale alle funzioni cognitive?

 

Non sono certo di che impatto abbiano sulle funzioni cognitive. Ciò che abbiamo scoperto è che la meditazione di gentilezza amorevole riduce l’attività del Default Mode Network –non si tratta della storia su di “me”dopo tutto!

In questo articolo su Huffington Post si possono trovare maggiori informazioni:

http://www.huffingtonpost.com/dr-judson-brewer/how-rewarding- is-love_b_4765879.html

Valentina Giordano

Mindfulness & MBSR Teacher del Center for Mindfulness della University of Massachusetts Medical School, Valentina pratica e insegna con entusiasmo rivolgendosi ad adulti, bambini, adolescenti, scuole e aziende. Da questa passione nasce il suo progetto di mindfulness www.goasariver.com.

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