KOMOREBI

Gli uccelli sono scomparsi dal cielo e ora l’ultima nuvola si dissolve. Sediamo assieme, la montagna ed io, finché solo la montagna rimane.

~ Li Po

Un paio di mesi fa sono tornata in California, a Spirit Rock, uno dei miei posti del cuore. Era da tempo che desideravo immergermi nella Natura e dedicarmi alla pratica intensiva, e così mi sono regalata una decina di giorni in compagnia degli alberi, del vento e del silenzio.

La Natura invita al risveglio e stimola costantemente la nostra attenzione. In essa possiamo trovare più sfumature di colore di quante potremmo mai immaginare, essere travolti dai suoi odori, sorpresi dai suoni e riscoprirci più vigili e svegli che mai. A differenza della città, che è stimolante ma spesso anche stressante, il contatto con la Natura ci desta completamente, senza essere tossico, e permette di risvegliare un senso di curiosità, la capacità di essere aperti e ricettivi e di renderci più intimi con la vita.

Basta una passeggiata nella Natura per lasciarsi meravigliare dalla bellezza degli alberi, del cielo, delle nuvole, per riprendere contatto con un senso di prospettiva e riscoprire che c’è molto altro, fuori dal dramma delle nostre e-mail. Questo contatto favorisce momenti di connessione profonda e di pura magia.

Ci sono poi parole, legate al mondo naturale e a quello interiore, che non hanno una traduzione precisa. Komorebi, ad esempio, è una parola giapponese che si legge tra gli alberi. Esprime uno stato d’animo, una sensazione, è quel raggio di luce che filtra tra le foglie.

Non so voi, ma io trovo così poetico che una sola parola racchiuda in sé un mondo di emozioni e sensazioni, e tocchi un concetto tanto profondo.

Mi viene in mente questa parola ripensando a uno dei tanti momenti di grazia di cui ho fatto esperienza in ritiro, seduta in meditazione nel bosco all’alba, quando nel silenzio intervallato dalle note del nascere di un nuovo giorno, ho aperto gli occhi e ho visto di fronte a me un piccolo cerbiatto illuminato dal komorebi. Ho pianto di gioia e di commozione e di tutta quella bellezza porto a casa quattro insegnamenti che vorrei condividere con voi.

LA NATURA MUTEVOLE DI TUTTE LE COSE

Il primo e più grande insight che emerge a contatto con la Natura riguarda l’impermanenza. Siamo abituati a vivere in edifici piuttosto statici, ma in Natura tutto è vivo e in costante cambiamento: il panorama sonoro, visivo, sensoriale, tutto cambia un momento dopo l’altro. Lo sappiamo bene a un livello concettuale, eppure continuiamo ad aspettarci che le cose rimangano sempre uguali a se stesse. Pretendiamo che le relazioni durino, che i nostri sentimenti rimangano immutati, che il nostro corpo non invecchi e restiamo sorpresi, delusi, addirittura spaventati dal passare del tempo. Ci aspettiamo che le cose non cambino mai perché l’ego ama la familiarità e la stabilità. La Natura, invece, ci invita ad accogliere il cambiamento e persino la fine di ogni cosa come parte di un processo naturale. Il ciclo della vita, l’alternarsi delle stagioni, le fasi lunari, tutto ricorda che il cambiamento e persino la morte non sono un errore medico, o qualcosa di cui avere paura, ma fanno parte del miracolo di essere vivi.

URGENZA

Credere che vivremo per sempre ci porta talvolta a posticipare cosa è veramente importante, mentre sprechiamo il nostro tempo un momento dopo l’altro. Entrare in connessione con la Natura ci dà evidenza del cambiamento e risveglia in noi un senso di urgenza. Nel silenzio e nella pace delle cose selvagge possiamo chiederci cosa è davvero importante per noi e da questa riflessione inizia a mutare la nostra relazione con il tempo. Il concetto stesso del tempo, in Natura, è molto lontano dall’affanno e dall’idea di scarsità temporale in cui viviamo. Gli alberi non sanno nulla delle ore e dei secondi, ma conoscono solo il tempo infinito, fuori dal tempo. E rallentare, sedersi quietamente sotto la luce che filtra tra le foglie degli alberi ci dona un senso di armonia in cui impariamo a stare a nostro agio con le cose così come sono. Impariamo anche che ogni cosa è perfettamente imperfetta e che questa bellezza risveglia un senso di gioia che è perenne e disponibile in ogni momento. Improvvisamente non sentiamo alcun bisogno di giudicare un albero, perché la sua bellezza è unica e selvaggia. E seppure la nostra tendenza è quella di percepire noi stessi come qualcosa di separato, piano piano ci rendiamo conto che anche noi siamo parte della Terra.

INTERDIPENDENZA

Questa consapevolezza di essere parte di qualcosa di più vasto risveglia in noi un’altra intuizione, più profonda, che ci porta a comprendere come tutti gli esseri siano interdipendenti tra di loro e con la Natura stessa. Proviamo a osservare, per un attimo, che effetto ha sul nostro umore una giornata si sole o di pioggia, o a ricordare che siamo fatti per il 70% di acqua, o proviamo anche solo a trattenere il respiro per qualche secondo per notare quanto siamo dipendenti dall’ossigeno. Seduti in meditazione nella Natura, il cuore si apre e l’ego si dissolve, finché diventiamo un tutt’uno con il mondo attorno a noi. Finché solo la montagna rimane. Questo ci permette di ritrovare equilibrio e di stabilire una connessione più intima con noi stessi e il meraviglioso pianeta di cui siamo parte, proprio come le stelle, gli alberi e ogni filo d’erba. E quando arriviamo al nostro cuore, ci apriamo anche all’incontro più autentico con l’altro.

WE PROTECT WHAT WE LOVE

C’è ancora un insegnamento, forse il più importante, che emerge sedendo in meditazione nella Natura. Ha a che vedere con il senso di tornare a casa. Questo evoca anche il desiderio di prenderci cura della Terra, di continuare a prestare attenzione, a rimanere curiosi, a coltivare la tenerezza, a farci toccare dalla sofferenza, e a inclinare la mente verso ciò che è bello e perennemente disponibile. Finché ne avremo cura.

Buona connessione e buona pratica!

–> Non perdere il prossimo ritiro d’autunno nel Chianti con Valentina
MEDITARE NELLA NATURA
8-10 Novembre 2019

Valentina Giordano

Mindfulness & MBSR Teacher del Center for Mindfulness della University of Massachusetts Medical School, Valentina pratica e insegna con entusiasmo rivolgendosi ad adulti, bambini, adolescenti, scuole e aziende. Conduce ciclicamente il programma MBSR per la riduzione dello stress, ha una rubrica sulla 27esimaora del Corriere della Sera ed è autrice per Sperling & Kupfer del libro di mindfulness “I GENITORI PERFETTI NON ESISTONO”.

No Comments

Post a Comment