LA LIBERTÀ DI STARE CON TUTTO QUELLO CHE C’È - Go as a river
Al termine della pratica l’invito è quello di compiere una scelta coraggiosa: scegliere di non scegliere, e stare con tutto quello che c’è.
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LA LIBERTÀ DI STARE CON TUTTO QUELLO CHE C’È

La libertà non è una reazione, la libertà non è una scelta. La libertà è pura osservazione priva di direzione, senza timori di punizioni né mire di ricompensa. La libertà risiede nella consapevolezza priva di scelta della nostra esistenza e attività quotidiane.

 

~ Jiddu Krishnamurti

 

 

Stamattina mi sono svegliata con il cuore felice.

 

Sarà stato quel primo raggio tiepido di sole ad accarezzarmi gli occhi, o un senso di fiducia che mi accompagna da qualche giorno. Non so. Ma ho sentito l’urgenza di saltare giù dal letto e spalancare le finestre per farmi abbracciare dal nuovo giorno.

 

Il tempo si è fermato nell’attimo in cui mi sono girata distrattamente verso la camelia, come in cerca di qualcosa, ed eccolo lì: è sbocciato il primo fiore. Ho sentito il cuore battere un po’ più forte e mi sono emozionata. Quanta bellezza!

 

“Questa sensibilità ti sta sfuggendo di mano”, mi sono detta, ed ho sorriso tra me e me pensando a quanta paura abbiamo di farci toccare dalla vita, di essere vulnerabili, di emozionarci, così come nutriamo silenziosamente il desiderio di controllare le cose, benché la vita ci dia evidenza ogni giorno che non abbiamo il controllo su niente.

 

Mi sono ritrovata all’improvviso in un vortice di emozioni contrastanti. Il cuore ancora leggero e sorridente, ma anche un improvviso nodo alla gola, richiamato dalla tristezza delle notizie dei giorni scorsi. Mi sono sentita quasi in colpa per la gioia che stavo provando.

 

Un paio di respiri dopo sono arrivate le risposte.

 

La prima, dai bambini che mi insegnano mindfulness (sulla carta sono io che insegno, ma lo sapete, vero, che dai bambini si può solo imparare?).

Ecco, i bimbi nella loro noncurante spontaneità onorano ciò che provano, momento per momento. Quando sono felici, sono sfacciatamente felici. Non importa quale sia l’oggetto della loro felicità, un fiore, un filo d’erba, un gelato, un aquilone. Hanno una marea di “perché?” con cui mettere in difficoltà gli adulti, esigendo risposte, ma non ne sprecano nemmeno uno a perdersi in storie o a indagare il motivo delle emozioni.
Le accolgono e basta.

 

La seconda risposta mi è arrivata dalla pratica, da quella pratica con cui impariamo a coltivare la cosiddetta choiceless awareness, o consapevolezza aperta, libera da scelte. Si tratta di una delle meditazioni più fluide ed è lo specchio del momento presente, che riflette qualsiasi cosa sorga proprio ora.

 

Partendo dal respiro, lasciamo che l’attenzione si espanda gradualmente, ad accogliere le sensazioni nel corpo, il panorama sonoro in cui siamo immersi, i pensieri e le emozioni. Ciò che abbiamo considerato in precedenza come una “distrazione” diventa ora l’oggetto stesso della meditazione.

 

È interessante notare come ogni volta che spostiamo il centro della nostra attenzione da un oggetto all’altro, tutto il resto non scompare, ma scegliamo deliberatamente di lasciarlo sullo sfondo e portiamo in primo piano solo l’oggetto a cui ancorarci.

 

Al termine della pratica l’invito è quello di compiere una scelta coraggiosa: scegliere di non scegliere, e stare con tutto quello che c’è. Pensieri, immagini, sensazioni, suoni, il respiro, le emozioni; notando come tutto sorge, si manifesta e svanisce in uno spazio più vasto di noi.

Seduti in una consapevolezza aperta, libera da scelte.

 

È questa una delle pratiche che amo di più, ma sono arrivata ad apprezzarla col tempo. Le prime volte mi sentivo a disagio, “troppo disordine” suggeriva la mente. Posavo un piedino sul territorio sconfinato delle possibilità, nella libertà di non scegliere, e la pace si trasformava in irrequietezza mentale e fisica.

“Meglio ancorarsi al respiro!”.

 

È proprio questo il potere trasformativo della mindfulness: la capacità crescente di fare amicizia con noi stessi e con i nostri processi mentali, senza giudicarci. E si può imparare a sentirsi a proprio agio con le cose così come sono, anche nel caos. E si può scoprire che il nostro cuore è così vasto da poter accogliere tutto, più di quanto riusciamo a credere.

Valentina Giordano

Mindfulness & MBSR Teacher del Center for Mindfulness della University of Massachusetts Medical School, Valentina pratica e insegna con entusiasmo rivolgendosi ad adulti, bambini, adolescenti, scuole e aziende. Da questa passione nasce il suo progetto di mindfulness www.goasariver.com.

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