LIBERARE L’OPERA D’ARTE DENTRO DI NOI - Go as a river
Sto guidando un gruppo di teenagers in un percorso di Mindfulness e la ricchezza delle loro condivisioni è così intensa che ha generato qualche riflessione.
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LIBERARE L’OPERA D’ARTE DENTRO DI NOI

Sto guidando un gruppo di meravigliosi teenagers in un percorso di Mindfulness e la ricchezza delle loro condivisioni è così intensa che spesso mi ritrovo a rifletterci nelle mie giornate.

 

Questa settimana abbiamo iniziato a esplorare assieme pensieri ed emozioni che ci attraversano e quel senso di pace che tutti desideriamo.

 

Molti credono che la pace sia qualcosa da ricercare all’esterno, difficile da raggiungere, o che sia necessario sforzarsi per trovarla all’interno. Dimentichiamo invece che la pace, o quel senso innato di calma, è un modo naturale di essere, già in noi, che spesso viene coperto dagli strati di tensioni, paure e preoccupazioni su cui portiamo ripetutamente l’attenzione, finendo per amplificarli.

 

Mi torna in mente Michelangelo e il concetto alla base della sua arte, ossia quello di liberare dalla pietra le figure che vi sono già imprigionate. La sua ricerca sulla scultura si basa tutta su questo pensiero: la forma è già presente nel blocco di marmo o di pietra, insita in tutte le sue rifiniture, e dar vita a un’opera significa liberarla, liberare il concetto, eliminando la materia in eccesso. Questo processo è paragonabile a un rivelarsi, a una rinascita, a un riaffiorare. È così che è nato il David, o la Pietà.

 

Dunque, per dare alla luce il capolavoro che siamo, occorre osservare e poi imparare a lasciare andare la materia in eccesso, che copre il nostro naturale essere pace: le paure, le preoccupazioni, le emozioni separative, l’autocritica, il giudizio, l’ansia, lo stress.

 

Da dove iniziare con i teenagers (ma poi le indicazioni sono le stesse anche per gli adulti)? Dal ricontattare il luogo di calma che è già dentro di noi e osservare con chiarezza le nuvole all’orizzonte, che forma hanno, quanto sono grandi, in che misura oscurano il nostro cielo, come a volte una singola nuvola si associa ad altre formando gruppi di nuvole che non permettono più ai raggi del sole di scaldarci e illuminarci, come tutto passa.

 

Prima di guidarli nella meditazione, ho chiesto a ragazzi e ragazze di disegnare su un foglio il loro cielo preferito – ho imparato quanto sia importante dare indicazioni aperte, che lascino la libertà di connettersi davvero con ciò che amiamo, un cielo al tramonto, un cielo di pioggia, un cielo limpido e azzurro, ognuno ha il suo. Connessi a quello stato di pace, abbiamo respirato nel nostro cielo preferito, evocando naturalmente uno stato d’animo positivo, un cuore aperto, una mente limpida, il nostro essere gentilezza. Forse possiamo prenderci un attimo proprio ora per un paio di respiri al centro del petto, facendo esperienza dell’effetto riposante, come essere attraversati da una brezza.

 

A questo punto abbiamo disegnato sul nostro cielo, con un colore più scuro, una nuvola contenente ciò che riconosciamo come la nostra maggiore fonte di ansia in questo momento – stati d’animo, situazioni, persone. E ancora abbiamo respirato nel petto, nel cuore, estendendo questo respiro al corpo intero, notando come sia possibile includere gli aspetti più spiacevoli e difficili della nostra vita, senza smettere di essere quel cielo di pace, di calma, di amore.

 

E sapete qual è stata la cosa più interessante che è emersa? Che diversamente da come talvolta crediamo, i teenagers fanno i conti con le stesse nuvole che attraversano il nostro cielo: il giudizio, la paura, le aspettative e le delusioni, le difficoltà nelle relazioni, la competizione, la rabbia, noi stessi.

 

Martina, una ragazza di 13 anni, ha condiviso il suo momento più stressante della settimana, su cui avevo chiesto di portare un’attenzione gentile: “La cosa più stressante sono io. Ieri non riuscivo a fare niente, non mi venivano gli esercizi a scuola, e poi a catena gli allenamenti, tutto. Posso scrivere ME STESSA nella nuvola?”

 

Ho ripensato al David, al capolavoro che aspetta di essere portato alla luce e a come possiamo iniziare a lasciare andare le pretese, le tensioni e la disistima verso noi stessi fin da piccoli. E di quanto tutto questo processo non sia altro che un atto d’amore radicale.

 

Buona pratica!

 

Ecco alcuni dei disegni dei teenagers, il loro cielo preferito, le loro nuvole.
Riuscite a riconoscervi anche voi?

 

 

Valentina Giordano

Mindfulness & MBSR Teacher del Center for Mindfulness della University of Massachusetts Medical School, Valentina pratica e insegna con entusiasmo rivolgendosi ad adulti, bambini, adolescenti, scuole e aziende. Da questa passione nasce il suo progetto di mindfulness www.goasariver.com.

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