MEDITAZIONE SULLA GRATITUDINE - Go as a river
Quando ci esercitiamo ad uscire dai nostri abituali schemi e iniziamo a vedere la meravigliosa abbondanza che ci circonda, ci apriamo alla gratitudine per la vita e riusciamo ad essere felici per tutto ciò che arriva, al di là del nostro dramma personale che possiamo vivere in un determinato momento. E allora proviamoci proprio ora.
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MEDITAZIONE SULLA GRATITUDINE

C’è qualcosa di profondamente metaforico quando si prepara la valigia per un lungo viaggio e la parola chiave è leggerezza: occorre lasciare andare tutto ciò che è superfluo e rischia di appesantirci e rallentarci, e portare solo l’essenziale.

Viaggia leggero, vivi leggero, diffondi la luce, sii la luce – diceva Yogi Bhajan.

 

Ho un diario che mi ha tenuto compagnia negli ultimi due anni della mia vita e che ho deciso di portare con me ovunque, prendendo il posto di tutti quegli oggetti che stavano appesantendo la mia esistenza.

 

È il diario della gratitudine che ho iniziato a compilare su suggerimento di una cara amica, seguendo un semplice esercizio: annotare ogni giorno 5 motivi per cui siamo grati, facendo magari riferimento a qualcosa che è successo nella nostra giornata, quella “semplice abbondanza” che a volte diamo per scontato.

 

Le prime volte l’esercizio può sembrare difficile: la nostra tendenza abituale è infatti quella di notare maggiormente ciò che non va o che ipoteticamente ci manca, piuttosto che cogliere la meraviglia che riempie le nostre vite.

Non si tratta necessariamente di eventi strepitosi. Questa meraviglia risiede nelle piccole cose che ci riempiono il cuore, il profumo del pane appena sfornato, il suono della pioggia, il sorriso di uno sconosciuto, l’abbraccio di un amico.

 

Quando ci esercitiamo ad uscire dai nostri abituali schemi e iniziamo a vedere la meravigliosa abbondanza che ci circonda, ci apriamo alla gratitudine per la vita e riusciamo ad essere felici per tutto ciò che arriva, al di là del nostro dramma personale che possiamo vivere in un determinato momento.

 

E allora proviamoci proprio ora.

 

 

Scegliamo una posizione confortevole, chiudiamo gli occhi se ci va, e diventiamo consapevoli del miracolo del nostro respiro.

 

Respiriamo profondamente, lentamente e pienamente, e con ogni inspirazione apriamoci alla gratitudine verso il respiro, che nutre ogni singola cellula del nostro corpo e ci sostiene dal momento in cui siamo venuti al mondo.

 

Immaginiamo di inspirare ed espirare attraverso il nostro cuore, sentendo come ogni respiro ci infonda un naturale un senso di pace e di sollievo, e lasciando che con l’espirazione questa sensazione si espanda in tutto il nostro essere.

 

E con un senso di riconoscenza e gratitudine semplicemente ci rilassiamo e ci abbandoniamo a questa pace naturale, sentendo come i muscoli del viso iniziano a rilassarsi e la lingua diventa morbida nella bocca e il senso di agio che deriva dal rilassamento scorre giù fino al collo e le spalle, e giù ancora lungo la schiena e il busto, raggiungendo la pancia, e ci fermiamo qui per goderci un bel respiro di pancia.

 

E lasciamo che questo senso di rilassamento arrivi giù lungo i fianchi e le gambe, percorrendo tutto il corpo fino ai piedi, connettendoci con la terra e portando dentro di noi con l’inspirazione quella forza della vita che ha creato ogni essere vivente.

 

E ancora una volta diventiamo consapevoli di qualcosa o qualcuno verso cui siamo grati e notiamo come ci si sente ad essere grati. Cosa succede nel nostro corpo, nel nostro cuore; se c’è un senso di espansione, o di calore o di consapevolezza.

 

E se è difficile provare gratitudine in questo momento, se magari ci sentiamo scontrosi o irritati, semplicemente lo notiamo.

 

Ed ora, se siamo pronti, possiamo risvegliare in noi la gratitudine per l’abbondanza che ci circonda – ognuno di noi può trovare da solo la propria fonte di gratitudine – iniziando dai nostri genitori, qualunque sia la nostra relazione con nostro padre e nostra madre.

Ci hanno dato il dono della vita. E i nostri nonni e i loro genitori ed antenati, fino ad arrivare alle prime cellule viventi, provando gratitudine per tutti coloro che amiamo e che ci amano e verso chi ci ispira.

 

Ci apriamo alla gratitudine per il miracolo del nostro corpo che, malgrado qualsiasi debolezza o limite, ci serve così diligentemente e ci permette di assaporare il senso di meraviglia verso il mondo.

 

Gratitudine per il nostro cervello, che coordina tutte le funzioni del nostro corpo anche mentre dormiamo, e per la nostra coscienza che ci permette di percepire e di provare stupore.

 

E per i nostri sensi. I nostri occhi che ci permettono di vedere i colori, le migliaia di sfumature di verde e blu o il volto delle persone che amiamo. Che benedizione!

 

O per le nostre orecchie, che ci permettono di udire il canto degli uccelli o le risate dei bambini o ciò che le persone ci dicono.

 

Gratitudine per il nostro senso dell’olfatto, che ci permette di annusare la fragranza dei fiori, il profumo del mare o del nostro cibo preferito.

 

Per la nostra bocca e la lingua, che ci permettono di gustare i frutti della terra, di assaporare un pezzo di cioccolata.

 

E per la nostra voce che ci permette di esprimerci o la nostra pelle che ci protegge e ci fa sentire il calore, così come il freddo, o la morbidezza o le carezze di chi amiamo.

 

E si potrebbe andare avanti per ore ed ore..

 

Per il nostro cuore, che batte fedelmente già da prima che fossimo nati.

 

E gli elementi, la terra, l’aria e il fuoco e l’acqua che letteralmente ci nutrono e sono parte di noi.

 

E giungendo al termine di questa pratica, l’invito è quello di domandarci ed esplorare come sarebbe la nostra vita se coltivassimo quotidianamente la gratitudine, come potremmo esprimerla di più nelle nostre relazioni con le persone che amiamo, la nostra famiglia, i nostri amici, o anche con gli sconosciuti, o all’interno delle nostre case o a lavoro o rispetto alle risorse, che possono sembrarci a volte limitate, eppure ci permettono di vivere come dei re, così da avere un riscaldamento e dell’acqua e del cibo.

 

E se lasciamo che la consapevolezza colga questi segnali, saremo in grado di arrivare al cuore del sentimento della gratitudine, così da poterci ancorare e farvi ritorno, risvegliando in noi quel senso del miracolo dell’essere semplicemente vivi.

 

E quando siamo pronti torniamo qui, gentilmente e lentamente, apriamo gli occhi e iniziamo a muovere mani e piedi e a guardarci attorno con occhi di gratitudine.

 

C’è così tanta bellezza e così tante ragioni per cui essere grati.

Valentina Giordano

Mindfulness & MBSR Teacher del Center for Mindfulness della University of Massachusetts Medical School, Valentina pratica e insegna con entusiasmo rivolgendosi ad adulti, bambini, adolescenti, scuole e aziende. Da questa passione nasce il suo progetto di mindfulness www.goasariver.com.

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