MINDFULNESS PER NEOMAMME IN 5 PASSI - Go as a river
Credo che vivere a pieno la propria maternità sia un’enorme possibilità di pratica, una straordinaria occasione per arrivare qui e stare con la mente-cuore-corpo nel momento presente. Allora l’invito è quello di vivere al meglio delle nostre possibilità questo momento, lasciando che si trasformi in un percorso di consapevolezza. La mindfulness ha molto a che vedere con la nostra capacità di stare con le cose così come sono.
mindfulness per neomamme
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MINDFULNESS PER NEOMAMME IN 5 PASSI

Essere genitori consapevoli è il lavoro più difficile al mondo, ma offre anche la possibilità di raggiungere nel corso della vita le soddisfazioni più profonde e il maggior senso di interconnessione, comunità e appartenenza.

 

~ Jon Kabat-Zinn

 

 

È un periodo in cui sono circondata da amiche in dolce attesa o da poco diventate mamme e respiro una meravigliosa aria di amore, fertilità e tenera preoccupazione che, assieme a qualche richiesta di organizzare un incontro di mindfulness per mamme e neonati, mi ha spinta a scrivere questo blogpost.

 

Premetto che non sono una mamma e non ho mai affrontato una gravidanza, né la nascita di un figlio, ma negli ultimi anni mi sono dedicata alla pratica e allo studio della mindfulness con passione e continuità e l’insegnamento più grande che ne ho tratto è che tutto ciò che accade nella nostra vita è un’occasione di risveglio, se ci concediamo di essere aperti e ricettivi. Presenti.

 

A questo proposito, credo che vivere a pieno la propria maternità sia un’enorme possibilità di pratica, una straordinaria occasione per arrivare qui e stare con la mente-cuore-corpo nel momento presente.

Allora l’invito è quello di vivere al meglio delle nostre possibilità questo momento, lasciando che si trasformi in un percorso di consapevolezza.

 

Possiamo anzitutto imparare qualcosa di molto utile dai neonati: sono degli esseri perfettamente mindful, capaci cioè di vivere l’esperienza del qui e ora, liberi da giudizio e con una naturale “mente del principiante”.

Una delle loro caratteristiche principali è la curiosità verso il mondo che li circonda, che soddisfano attraverso i sensi perché il corpo è il canale che li collega all’esperienza esterna.

 

Ecco dunque alcuni semplici suggerimenti di mindfulness per neomamme (ma anche per neopapà):

 

  1. RADICARSI

La gravidanza, la nascita di un figlio e il periodo immediatamente successivo ci richiedono di essere totalmente in contatto con il nostro corpo, senza che questo sia sempre necessariamente piacevole. Imparare ad essere presenti e radicati nel corpo, anche di fronte alla stanchezza o al disagio, può essere di grande aiuto.

Possiamo ritagliarci ogni giorno qualche momento per dedicarci alla pratica dell’essere fisicamente presenti. Radicarsi ha a che fare con la nostra relazione con la Terra: in piedi, possiamo sentire il peso del nostro corpo e i punti di contatto con il pavimento e con l’aria.

O ancora possiamo esplorare le sensazioni del tatto attraverso una carezza sulla pelle morbida del neonato, sintonizzarci con il suo respiro: è una forma di interazione che può rendere la nostra connessione più profonda.

 

  1. IL PIANTO DEL NEONATO COME IL SUONO DELLA CAMPANA

Esistono diverse App che i meditatori più digitalizzati sicuramente conosceranno: sono di supporto per ricordarci, anche attraverso la tecnologia, che possiamo prenderci una pausa nell’arco delle nostre giornate per ritornare al momento presente e connetterci con l’esperienza dell’essere, lasciando andare per qualche momento quella del fare.

Alle volte è solo il suono della campana, un richiamo che ci invita a prenderci cura di noi e a dedicarci qualche respiro consapevole.

Ebbene, provate a considerare il pianto del neonato come il suono della campana: un segnale che vi riporta all’esperienza del qui e ora.

Cosa c’è in questo momento? Preoccupazione? Agitazione? Bisogno del nostro intervento immediato? Possiamo rimanere calmi e radicati senza farci portare via? Qualunque cosa noi si stia facendo, una cosa è certa: possiamo interromperla per essere completamente presenti al pianto.

Forse possiamo concederci anche un paio di respiri, con ogni probabilità serviranno a calmare noi e il neonato.

 

  1. FARSI CULLARE DAL RESPIRO

Un paio di sere fa ho ricevuto un messaggio da una delle mie più care amiche, che vive ora a Parigi, che mi ringraziava per essersi concessa il body scan che ho caricato sul mio sito. “L’ho fatto con il piccolino disteso sulla mia pancia, si è addormentato secco. È incredibile, ogni volta che ascolto il mio corpo mi sembra di capire tutto, me ne devo ricordare.”

Sì, occorre proprio ricordarselo. Ogni volta che prestiamo attenzione, riceviamo qualcosa in cambio. Nel caso del corpo, riceviamo in cambio dei messaggi che ci arrivano sotto forma di sensazioni. Se prestiamo attenzione, ci dicono molto su come stiamo in un determinato momento.

La pratica del body scan è un vero e proprio atto d’amore per sé stessi e, se fatto assieme al neonato, può infondere un senso di calma anche al bebè.

Quando pratico il rilassamento profondo con i bambini, di solito iniziamo poggiando un orsetto di peluche sulla pancia, che si farà cullare dall’onda del respiro mentre rimaniamo stesi. È un esercizio che possono fare anche le neomamme con il proprio neonato: il piccolo si calmerà, facendosi cullare dal respiro della mamma, dai movimenti dolci dell’addome che si solleva con ogni inspirazione e si abbassa con ogni espirazione. E la mamma potrà dedicarsi questo momento per esplorare le condizioni del proprio corpo.

 

  1. COLTIVARE L’ACCETTAZIONE

La mindfulness ha molto a che vedere con la nostra capacità di stare con le cose così come sono, al di là della narrazione su come noi stessi e le situazioni dovrebbero essere. Possiamo imparare a rilassarci, lasciando andare un po’ la presa su noi stessi e sui nostri folli piani di perfezionismo, che ci portano a credere che c’è qualcosa di sbagliato in noi o negli altri o nella vita, ogni volta che le cose vanno diversamente da come avevamo pianificato.

La maternità e la nascita di un figlio sono un momento in cui si è già aperti e in qualche modo vulnerabili: il pianto prolungato del neonato, le coliche, il fatto di non avere mai un momento di pace, la privazione o l’interruzione del sonno, tutto questo porta stanchezza e spesso il dubbio di non potercela fare.

Ma andremo avanti lo stesso. E la possibilità di aprirci alla realtà, così com’è, e accettarla senza voler necessariamente cambiare le cose può essere la chiave per vivere ogni situazione con maggiore serenità.

 

  1. PRENDERSI CURA DI SÉ

Uno dei frutti della pratica è l’amore e la gentilezza, così come la compassione, che è incompleta se non include sé stessi. Possiamo iniziare a riconoscere i pensieri di autocritica che ci buttano giù, lasciare un po’ andare l’idea del genere di madre che dovremmo essere.

Rilassarci, respirare. Stiamo facendo del nostro meglio.

Alle volte saremo un po’ stanche, vulnerabili. Va bene così.

Possiamo goderci questo meraviglioso viaggio, essere presenti e connetterci con le persone che amiamo.

Valentina Giordano

Mindfulness & MBSR Teacher del Center for Mindfulness della University of Massachusetts Medical School, Valentina pratica e insegna con entusiasmo rivolgendosi ad adulti, bambini, adolescenti, scuole e aziende. Da questa passione nasce il suo progetto di mindfulness www.goasariver.com.

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