MOLTO DI PIÙ - Go as a river
La meditazione ci insegna come essere presenti e consapevoli nelle nostre vite, mostrandoci che c’è molto di più. E questo, in definitiva, ci rende liberi.
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MOLTO DI PIÙ

La meditazione è un modo per espandere il proprio repertorio ed essere più flessibili alla vita.

~ Ellen Birx

 

 

Molti di noi si avvicinano alla meditazione con l’aspettativa di diventare più calmi, lucidi e spaziosi o immaginando di dover sgombrare la mente per raggiungere chissà quale vuoto mentale o stato particolare.

 

Potremmo sederci con noi stessi alimentando questa pretesa per molto tempo, e guardare ogni pensiero che sorge come una minaccia alla nostra pace interiore, oppure come una distrazione, o addirittura come la conferma di essere un po’ difettosi e fondamentalmente incapaci.

 

In alcuni anni di pratica personale e qualcuno d’insegnamento – scanditi da diversi ritiri, qualche intuizione e una lunga serie di momenti spesi a darmi addosso e a vedere conferme lampanti della mia inadeguatezza a ogni respiro – ho imparato almeno quattro lezioni importanti sui pensieri e sulla facilità con cui tendiamo a credere ciecamente a tutto ciò che la mente dice.

 

I PENSIERI NON SONO UN PROBLEMA

Quando guido la pratica, mi piace ricordare che sederci in meditazione con la speranza di non avere pensieri, non solo è un’aspettativa irrealistica che potrebbe causarci un forte mal di testa e qualche frustrazione, ma equivale ad arrivare in palestra pensando di allenarci e non trovare gli attrezzi. Se impariamo a osservare i pensieri con un’attenzione delicata e con questa comprensione, finalmente potremo rilassarci e andare oltre l’ostacolo.

Il fatto che la mente produca continuamente pensieri non è un problema, fintanto che compiamo la scelta deliberata di lasciarli andare per riportare gentilmente l’attenzione al respiro. Il problema, piuttosto, è identificarci con tutto ciò che ci viene in mente, sovrapponendolo alla realtà. Non possiamo controllare i pensieri, ma è sempre possibile scegliere di non alimentarli e non invitarli a rimanere. Dunque non si tratta di non avere pensieri, ma di non intrattenersi intenzionalmente nel proliferare.

Come scrive Ellen Birx nel suo “Selfless Love”, la meditazione è un’apertura intuitiva. Il cuore della pratica è fare una pausa dal nostro modo abituale di pensare che tende a dominare la nostra vita, bloccando altri modi di essere vivi. Iniziamo a vedere che siamo di più della somma dei nostri pensieri, siamo più della nostra risposta meccanica, automatica e abituale alla vita e facciamo esperienza diretta del fatto che non siamo il panorama in continuo cambiamento delle nostre opinioni.

 

GUARDARE IN PROFONDITÀ

Laddove la mente tende a solidificare, iniziamo a vedere il sorgere e lo svanire di ogni cosa, a comprendere la natura mutevole dei pensieri e come tutto cambia. Nell’ordinaria comprensione della vita il cambiamento non è sempre accolto e accettato con equanimità. Tuttavia, comprendere che noi stessi siamo cambiamento vuol dire riconoscere che siamo possibilità, siamo libertà e di conseguenza diamo libertà agli altri.

C’è molto di più di quanto siamo in grado di vedere attraverso la lente distorta dei nostri abituali modi di pensare e dei nostri condizionamenti. Per questo è necessario imparare a purificare la visione, amplificandola; per questo, rispetto alla tendenza a guardare in superficie, la Mindfulness ci invita ad andare in profondità. E possiamo farlo con uno sguardo amorevole – ricordando, cioè, che tutta la pratica è pervasa da tenerezza – e con una motivazione ardente e risoluta. Infine, con diligenza, con cura, con sollecitudine: vale a dire non a caso, non “se” e “quando” ce ne ricordiamo.

 

LA CONTRADDIZIONE DI BASE

Il grande principio della vita interiore sta nella pace del cuore. Coltivare il malessere è l’ostacolo principale alla pace che andiamo cercando e i modi in cui alimentiamo questo malessere sono molti e possono essere sottili, creativi e sorprendenti, andando ben al di là dell’indulgere nel proprio risentimento.
E qui risiede una fondamentale contraddizione: aspiriamo al bene, ma compiamo ripetutamente azioni che vanno nella direzione opposta, perché una parte di noi vuole coltivare il malessere, tende a sabotarci, solidificando il negativo. Se ad esempio abbiamo ricevuto quattro cortesie e uno sgarbo, su che cosa proliferiamo? Dove vanno a finire l’apprezzamento e la gratitudine?

È necessario vedere chiaramente quanto alimentiamo la sofferenza e comprendere che, avendola resa una vera e propria abitudine, potremmo continuare a essere in balia dei nostri stati d’animo anche dopo aver visto con lucidità e chiarezza. E tuttavia la sofferenza non è l’ultimo orizzonte, proprio perché siamo incoraggiati a vedere in profondità, a creare spaziosità e a entrare in contatto con quella pace che è già in noi, senza identificarci con le sensazioni spiacevoli e senza lasciare che dimorino nella mente.

Quando iniziamo a capire la portata di questa pace – in un processo che avviene lentamente, gradualmente e naturalmente – allora aumenta la fiducia. Iniziamo a comprendere che questi momenti di pace interiore, anche se brevi, ci appartengono, sono la nostra normalità nascosta che aspetta di essere riconosciuta. Scopriamo quanto siamo capaci di pace.

 

ASSAPORARE LA LIBERTÀ

C’è un’attenzione sempre maggiore sul pensiero creativo, sull’abilità di pianificare e sulla capacità di problem-solving e, benché si tratti di skills fondamentali, queste competenze non rappresentano l’unico modo di esistere. La nostra vita può essere bilanciata e arricchita se ci concediamo di tanto in tanto di lasciare andare i pensieri ed entriamo in contatto con la possibilità di essere, semplicemente. La meditazione è un modo di farne esperienza, perché ci insegna come essere presenti e consapevoli nel mezzo delle nostre vite, mostrandoci che c’è molto di più.

E questo, in definitiva, ci rende più liberi.

 

 

Ringrazio di cuore Corrado Pensa e Neva Papachristou per i loro insegnamenti condivisi nell’ultimo ritiro a cui ho partecipato, da cui sono derivate queste riflessioni. Vi invito ad associarvi all’A.Me.Co., per accedere ai loro materiali e alla loro inestimabile saggezza.

Valentina Giordano

Mindfulness & MBSR Teacher del Center for Mindfulness della University of Massachusetts Medical School, Valentina pratica e insegna con entusiasmo rivolgendosi ad adulti, bambini, adolescenti, scuole e aziende. Da questa passione nasce il suo progetto di mindfulness www.goasariver.com.

2 Comments
  • Massimo Locatelli
    Rispondi

    Bellissima riflessione e stupendo pensare cosa può esserci dentro ognuno di noi. Grazie

    Maggio 25, 2017 at 6:22 am

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