PRACTICE PERIOD. UN MESE INTENSIVO DI MINDFULNESS - Go as a river
Inizia il Practice Period: un mese intensivo di Mindfulness in cui portare freschezza alla pratica e ridare vitalità all’aspirazione di vivere svegli.
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PRACTICE PERIOD. UN MESE INTENSIVO DI MINDFULNESS

Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di fare, incominciala. L’audacia ha in sé genio, potere e magia. Comincia adesso.

 

~ Johann Wolfgang von Goethe

 

 

Qualche settimana fa, attraverso la newsletter, vi ho esortati a porvi una domanda ben precisa: in cosa mi impegno veramente?

 

È una domanda che rivolgo spesso a me stessa, perché ho imparato che osservando onestamente come passo il tempo e investo le mie energie, riesco a notare con chiarezza a cosa attribuisco valore, e quando invece perdo la mia vita un momento dopo l’altro.

 

Forse saprete che negli ultimi due anni ho creato un bel legame con lo Zen Center di San Diego, così durante l’estate ho deciso di impegnarmi veramente nella pratica, andando ancora più in profondità, e sono diventata una zen student sotto la guida di Ezra Bayda.

 

Credo sia essenziale ricordarci di essere sempre dei principianti, proprio quando iniziamo ad accumulare l’esperienza necessaria a fare di noi degli esperti. E ancor più credo nel cammino interiore, che è il processo di una vita, e nell’importanza di avere persone di riferimento che possano guidarci, ispirarci ed elevarci.

 

Bene, dopo l’esperienza della scorsa estate, la mia vita da studentessa inizia con una bella sfida: il Practice Period.

 

Cos’è e qual è il suo scopo? Si tratta di un mese intensivo in cui, una volta all’anno, portare freschezza alla pratica e ridare vitalità all’aspirazione di vivere svegli. Non importa quanto genuina o solida sia la nostra intenzione, occorre fermarsi ciclicamente a osservare la facilità con cui ricadiamo nel sonno a occhi aperti, nella compulsione a giudicare, nell’azione automatica.

 

In cosa ci si impegna dunque in questo mese intensivo di mindfulness? Nell’andare in profondità in tutte le dimensioni della pratica, così da vivere con maggiore consapevolezza.

 

MEDITAZIONE FORMALE

Anzitutto intensifichiamo il tempo dedicato alla meditazione giornaliera, partendo da almeno 30 minuti al giorno. Se questo tempo vi spaventa o pensate di non averlo, impegnatevi semplicemente ad aumentare il tempo che già dedicate alla meditazione. Come mi ricorda Ezra: non è il Perfect Period, ma il Practice Period. L’importante è coltivare gentilezza e consapevolezza.

 

DOVE SIAMO BLOCCATI

Affinché si possa andare in profondità, è necessario osservare con onestà e chiarezza dove siamo bloccati, ossia avere il coraggio di notare quei luoghi in cui la nostra pratica è carente o distorta. Spesso si tratta dei pattern abituali che ci impediscono di essere veramente presenti, o della facilità con cui tendiamo a credere alle nostre opinioni o alle nostre vivaci reazioni emotive. Coraggio, quindi: è il momento di guardarsi dentro.

 

PAUSE

Iniziamo dalle pause: in questo caso si tratta di utilizzare delle occasioni quotidiane, anche impreviste, per tornare al momento presente. Potremmo utilizzare le chiamate in arrivo sul telefono come una sveglia che ci invita a fare una pausa di 3 respiri, anziché rispondere immediatamente. Oppure quando ci fermiamo al semaforo: non si tratta solo di notare l’impazienza in questo caso, ma di usare il semaforo come un reminder per tornare al momento presente. Queste pause servono a interrompere i nostri pattern. Io per questo mese ho scelto di fare una pausa ogni volta che, camminando, mi trovo dietro a qualcuno più lento di me: anziché agitarmi, divincolarmi e iniziare a sbuffare, userò queste occasioni come una pausa per arrivare nel momento presente, rallentare e riconnettermi alla mia intenzione di vivere una vita di gentilezza.

 

SCEGLIERE UN MENU

Perché la pratica sia completa, è necessario che si intessa con la nostra vita quotidiana: per questo, un modo di intensificarla è avere un menu in cui ogni giorno possiamo scegliere di concentrarci su un aspetto in particolare. Per farvi un esempio, queste sono alcune delle voci che ho scelto per me: notare le aspettative nelle relazioni, respirare nel cuore, guardare le persone negli occhi, ammorbidire il morso, entrare in sintonia con le parti del mio corpo che non mi piacciono, connettermi con il dolore degli altri, semplicemente ascoltare (senza parlare di me), notare l’impazienza alla guida, chiedermi “come dovrebbero andare le cose?”, notare il bisogno di approvazione. Una al giorno, per trenta giorni. Ho comprato un enorme set di post-it colorati per ricordarmi: come sapete, l’intenzione a volte non basta a risvegliarci, è molto più probabile venire risucchiati dall’abitudine.

 

SCELTE CORAGGIOSE

Una parte importante del Practice Period è quella di scegliere uno dei comfort a cui siamo più attaccati e lasciarlo andare durante questo mese. Ancora una volta: non si tratta di tendere al perfezionismo, ma di impegnarci veramente; non si tratta di essere stoici, ma di notare di cosa non riusciamo più a fare a meno e che non ci fa poi così bene, soprattutto quando diventa una confortevole alternativa al disagio dello stare con noi stessi o con ciò che nella nostra vita non vogliamo affrontare. Potrebbe essere il quadratino di cioccolata a cui facciamo fatica a rinunciare dopo cena, o il terzo caffè della giornata, o l’alcol. Io mi sento già malissimo, ma sento di doverlo dire ad alta voce: per il prossimo mese NIENTE FACEBOOK. Basta, l’ho scritto. Sabato mattina disinstallo l’app dal cellulare.
(Mi riferisco al profilo privato, la pagina go as a river è parte integrante della mia pratica, perché ogni spunto che scrivo rivolgendomi a voi è anzitutto un reminder prezioso per me stessa. Troverete lì il mio menu quotidiano!)

 

IL TEMPO SACRO DELLO STUDIO

Infine, è un mese questo in cui dedicarsi ancora di più allo studio e all’approfondimento. Perché è importante? Perché attraverso la lettura continuiamo a imparare, troviamo nuove sfumature, nuove angolazioni che non avevamo considerato, nuova linfa. E questo, se siamo saggi abbastanza da non sostituirlo completamente alla pratica, è un importantissimo complemento al nostro cammino interiore.

 

Vi unite a me?

 

Buona pratica!

 

Valentina Giordano

Mindfulness & MBSR Teacher del Center for Mindfulness della University of Massachusetts Medical School, Valentina pratica e insegna con entusiasmo rivolgendosi ad adulti, bambini, adolescenti, scuole e aziende. Da questa passione nasce il suo progetto di mindfulness www.goasariver.com.

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