SORRIDERE ALLE STORIE CHE LA MENTE CREA - Go as a river
Con il tempo impareremo a sorridere di noi stessi e a sentirli davvero questi 3 respiri, come un veicolo per ritornare al momento presente.
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SORRIDERE ALLE STORIE CHE LA MENTE CREA

Cresciamo, il giorno in cui impariamo a ridere di noi stessi.

~ Ethel Barrymore

 

 

Amo le vostre condivisioni. Parlano di voi, ma anche di me.

 

Pochi giorni fa, durante il programma MBSR, ho guidato la meditazione dell’uvetta – il primo momento in cui comprendiamo che la pratica non ha solo a che vedere con la meditazione, ma con la possibilità di vivere svegli, presenti alla nostra esperienza di momento in momento, con tutti i sensi.

 

Spesso, durante questo primo assaggio di pratica informale, si crea un senso di meraviglia, di stupore, come se non ci aspettassimo che un oggetto così piccolino e familiare – un acino di uvetta – possa risvegliare in noi una tale moltitudine di sensazioni.

 

Quando vi guido in questa meditazione, mi piace invitarvi a portare l’attenzione sul panorama dei pensieri e delle emozioni, così da includere davvero tutto ciò che sta accadendo dentro di voi, mentre fate esperienza di un singolo acino di uvetta.

 

E in una tale atmosfera di curiosità e fiducia, avvengono sempre cose interessanti. Ad esempio, ci sorprendiamo a essere immersi nel film mentale, in cui a volte ci concediamo il lieto fine, altre volte immaginiamo scenari di catastrofe che con ogni probabilità non avverranno mai.

 

E che dire della sincerità con cui vi mettete a nudo? Una ragazza tra voi, dopo qualche esitazione, ha deciso di condividere la propria esperienza: “Io non so cosa sia successo, mi sono persa. Ho visto l’uvetta, e mi è venuto in mente il cibo, e ho pensato che non sono brava a cucinare, e che sto per andare a convivere… . Non ricordo più niente di cosa abbiamo fatto.”

 

Ora, alzi la mano chi di voi non si è mai trovato nella spirale dei propri pensieri: che stiate per andare a convivere o no, e siate più o meno abili ai fornelli, questa non è anche la vostra storia?

 

E quando, invece di un acino di uvetta, è il singolo gesto o l’espressione o le parole di qualcuno che riempiamo di significato e associamo in libertà? Poi magari prendiamo decisioni sulla base della narrazione che abbiamo meticolosamente costruito e alimentato, inconsapevoli del fatto che il disagio che viviamo è dovuto a qualcosa che sta accadendo solo nella nostra mente.

 

È necessario imparare a osservare i propri movimenti interni e a sorridere delle storie che la mente crea. Saperlo a un livello concettuale non è molto di aiuto, dobbiamo vedere chiaramente la portata e l’entità del vivere assorti nei nostri pensieri, facendone esperienza diretta.

 

Come? Osservandoci con onestà e gentilezza, senza giudizio. Ogni volta che sorge un “perché?” o un “dovrei”, lasciamolo andare: non si tratta di analizzare, né di voler cambiar noi stessi per diventare qualcosa di meglio. Possiamo limitarci a osservare, la consapevolezza da sola trasforma e guarisce.

 

Con il tempo, forse, impareremo anche a sorridere di noi stessi e anziché passare da un acino di uvetta alla fine di una convivenza in 3 respiri, ci concederemo di sentirli davvero questi 3 respiri, come un veicolo per ritornare al momento presente.

 

Proprio in questo momento, allora, notate se la mente vi suggerisce che non potete fermarvi, e lasciate che questo pensiero diventi un reminder in grado di segnalarvi che è davvero arrivato il momento di fare una pausa consapevole.

 

RESPIRO DEL CUORE

Mettetevi comodi, in una posizione che permetta al vostro corpo di rimanere rilassato, ma sveglio. Fate un paio di respiri profondi e portate l’attenzione al respiro nel cuore, al centro del petto. State con il movimento dolce del petto che si solleva e si abbassa, naturalmente. Contattate la riserva di amore senza fine dentro di voi.

 

RESPIRO NEL CORPO

Con il secondo respiro, lasciate ora che dal cuore la vostra consapevolezza si espanda fino a includere il corpo intero. Con un’attenzione accogliente, delicata, concedetevi di incontrare eventuali contrazioni o rigidità presenti nel corpo e lasciate che il respiro agisca come una sorta di massaggio interno, e si prenda cura di queste aree contratte con gentilezza, creando un senso di spaziosità.

 

RESPIRO ILLIMITATO

Con l’ultimo respiro, includete il cuore e il corpo, e apritevi ad una consapevolezza più ampia che vi metta in connessione con l’ambiente attorno a voi, mentre l’aria che espirate verrà inspirata da qualcun altro. Qualcuno proprio come voi.

 

Siete vivi, concedetevi di sorridere, potete affrontare questa meravigliosa vita un respiro alla volta.

 

Buona pratica!

Valentina Giordano

Mindfulness & MBSR Teacher del Center for Mindfulness della University of Massachusetts Medical School, Valentina pratica e insegna con entusiasmo rivolgendosi ad adulti, bambini, adolescenti, scuole e aziende. Da questa passione nasce il suo progetto di mindfulness www.goasariver.com.

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