STARE CON LE COSE COME SONO - Go as a river
Se riuscite a considerare un’esperienza difficile come un’opportunità per imparare, se potete vederla come un'occasione, allora si trasformerà in ricchezza.
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STARE CON LE COSE COME SONO

A volte abbiamo la forza di dire sì alla vita.

Allora la pace ci colma e ci rende completi.

~ Ralph Waldo Emerson

 

 

C’è qualcosa di straordinario nel lasciare andare: ci si sente liberi, si respira una leggerezza tutta nuova e si inizia ad assaporare spaziosità, perché di fatto quando lasciamo andare qualcosa, stiamo creando spazio per accogliere qualcos’altro.

 

Certo, tutti noi sappiamo quanto sia faticoso lasciare andare, ma spesso dimentichiamo un punto fondamentale: prima di lasciare andare occorre lasciar essere, ovvero imparare a stare con le cose come sono.

 

Vi starete chiedendo “Come, stare con le cose come sono? Stacci tu!” e la verità è che per tutta la vita, prima di avvicinarmi alla mindfulness, l’ho pensato anch’io. La verità è che ci affanniamo a voler respingere la vita non solo quando l’esperienza del momento presente è spiacevole o dolorosa, ma ogni volta che non rispetta i programmi che abbiamo meticolosamente costruito, come la trama di un film.

 

Poi, anni fa, nel mezzo di un dolore emotivo molto forte e di un’esperienza che desideravo respingere con ogni cellula del mio corpo, la pratica mi ha insegnato a coltivare un paio di qualità che avevo già incontrato nel corso della vita, ma che non avevo ancora fatto del tutto mie.

 

La prima è la perseveranza, che ai miei allievi (ma anche a me stessa!) di solito ricordo con una formula molto semplice: you don’t have to like it, you have to do it. E tuttavia, per quanto essenziale, la perseveranza da sola non basta: se non vogliamo trasformare la pratica in un atto stoico, occorre coltivare anche un’altra qualità più delicata, la curiosità.

 

Essere curiosi significa essere disposti a esplorare territori sconosciuti, i luoghi in cui non vogliamo andare. Prendetevi un attimo, proprio ora, e pensate a un’area su cui non volete praticare, il limite oltre il quale non volete spingervi. Cosa vi viene in mente? Situazioni, persone, emozioni. La curiosità è quella qualità che ci permette di andare in quei luoghi in cui si trova il nostro limite, incluse le nostre paure più profonde.

 

Essere veramente curiosi significa che siamo disposti a dire alla nostra esperienza accogliendo tutto, anche le parti dolorose, anziché dare ascolto al no che è la voce della nostra resistenza abituale, la nostra risposta meccanica alla vita. Dire non significa che l’esperienza che stiamo vivendo debba piacerci, o che abbiamo intenzione di accettarla: vuol dire semplicemente prestare attenzione alla consistenza del no, alla contrazione interiore, a ciò che si prova nel resistere.

 

Attraverso la curiosità sperimentiamo tutto ciò che arriva nelle nostre vite, momento per momento, anziché continuare a porre resistenza alle persone e alle cose, incluse le parti di noi stessi che non ci piacciono. Piuttosto impariamo cosa significa aprirci a queste parti, farci amicizia, notando di cosa si tratta.

 

Il più delle volte quando ci troviamo di fronte a un’esperienza difficile, il pensiero inespresso è che ci sia qualcosa di sbagliato, o addirittura qualcosa di sbagliato in noi, e respingere l’esperienza sembra l’unica risposta possibile. Iniziamo a credere che le cose vadano sistemate, aggiustate, e che sia necessario cambiare noi stessi per diventare più calmi, tranquilli o in qualsiasi altro modo desideriamo sentirci.

 

Talvolta l’esperienza provoca disagio, e la pretesa che la vita sia in un determinato modo – la pretesa di non sentire il dolore – è la garanzia di questo disagio. Ecco qualcosa su cui riflettere: potete considerare la possibilità di stare coraggiosamente con il vostro disagio, notando ciò che la mente aggiunge? Considerate un problema, una piccola contrarietà che state sperimentando proprio ora: come sarebbe dargli il benvenuto? Come sarebbe salutarlo semplicemente, con amichevolezza? Immaginate di andargli incontro con curiosità: potete lasciare che le cose siano semplicemente come sono?

 

Quando lo facciamo, un senso di spaziosità inizia ad avvolgere ciò che sembrava così pesante e sgradevole e difficile, e questo ci dà un senso un po’ più ampio di cosa sia la vita.

 

Se riuscite a considerare un’esperienza difficile come un’opportunità per imparare, se potete vederla come una preziosa occasione per scoprire qualcosa su voi stessi e su come aprirvi alla vita, allora quella stessa esperienza si trasformerà in ricchezza.

 

È esattamente ciò che ho sperimentato nel mezzo del mio dolore emotivo: quando ho smesso di respingerlo e mi sono concessa semplicemente di sentirlo, quando ho permesso a me stessa di star male e di fare esperienza del senso di solitudine, di fallimento, d’ingiustizia e di qualsiasi altra emozione difficile stessi provando, in quel preciso momento tutto il malessere ha iniziato a cambiare consistenza, ad affievolirsi. E allora, solo allora, è arrivato il momento di lasciare andare e ho iniziato a vivere la vita con un’intensità e una bellezza che fino a quel momento non avrei neanche potuto immaginare.

Valentina Giordano

Mindfulness & MBSR Teacher del Center for Mindfulness della University of Massachusetts Medical School, Valentina pratica e insegna con entusiasmo rivolgendosi ad adulti, bambini, adolescenti, scuole e aziende. Da questa passione nasce il suo progetto di mindfulness www.goasariver.com.

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