#StreetLovingKindness E L’ARTE RIVOLUZIONARIA DELLA GENTILEZZA AMOREVOLE DA STRADA - Go as a river
“Che tu possa essere felice. Che tu possa essere in pace. Che tu possa ricevere buone notizie e le cure che ti servono. Che tu possa tornare a casa dai tuoi cari. Che tu possa dormire sereno stanotte. Che tu possa non fare tardi a lavoro. Che tu possa essere visto. Che tu possa vivere una vita piena. Proprio come io desidero la felicità, tutti gli esseri viventi desiderano la felicità. Che noi si possa vivere felici e in pace”. Ed ho sentito come siamo tutti profondamente interconnessi e non abbiamo altra scelta che amare e coltivare la gentilezza nei nostri cuori.
gentilezza amorevole, mindfulness
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#StreetLovingKindness E L’ARTE RIVOLUZIONARIA DELLA GENTILEZZA AMOREVOLE DA STRADA

E sono diventato il bambino delle nuvole e della speranza.

Sono diventato l’amico del nemico, chiunque esso sia.

Sono diventato più grande e, apprezzando ciò che ho imparato,

Sono diventato più piccolo.

 

E cosa rischio nel dirti questo, che è tutto ciò che so?

Ama te stesso. Poi dimenticatene. Poi, ama il mondo.

 

~ Mary Oliver

 

 

Mi sono innamorata della serie di video di Sharon Salzberg sulla gentilezza amorevole da strada. Se siete curiosi di guardarli, si trovano sul suo sito e sui diversi social usando l’hashtag #StreetLovingKindness.

 

Li ho visti e rivisti decine di volte ed ogni volta mi emoziono. Rappresentano un movimento globale che invita ad esplorare un modo diverso di essere al mondo: nelle situazioni più comuni della nostra quotidianità, quando siamo in coda aspettando il nostro turno, o bloccati nel traffico, o di corsa verso qualche appuntamento e possiamo utilizzare queste occasioni per connetterci con noi stessi e sentir pulsare l’umanità che ci circonda.

 

Mi sono sempre chiesta come poter introdurre concretamente nelle nostre vite la mindfulness e tutto ciò che impariamo attraverso la meditazione.

Durante il programma MBSR o anche nei ritiri o in altre occasioni in cui ci avviciniamo alla meditazione di consapevolezza, impariamo a conoscere la pratica formale, intesa come quel tempo che dedichiamo quotidianamente di proposito alla meditazione nelle sue diverse forme (meditazione seduta, camminata, yoga, body scan) e parallelamente iniziamo ad aprirci alla pratica informale, l’insieme cioè di tutte quelle attività quotidiane che possiamo compiere guidati dalla consapevolezza, in cui possiamo essere pienamente presenti.

 

Credo che questa serie di video offra uno spunto concreto su come estendere la pratica – in questo caso, la pratica della gentilezza amorevole – nelle nostre vite. È come un richiamo, un promemoria per ricordarci che possiamo arrivare qui ed esserci, connettendoci a noi e agli altri in ogni momento.

 

La nostra vita, talvolta così frenetica, ci offre una quantità di meravigliose occasioni in cui poter praticare la gentilezza amorevole.
Pensiamo a tutte quelle situazioni in cui ci lasciamo dominare dall’impazienza, dall’irrequietezza, che sfociano rapidamente in un nervosismo crescente o un senso di intolleranza.

Situazioni spesso di attesa, in cui il ciclo delle nostre attività che avevamo pianificato e incastrato minuziosamente viene interrotto o rallentato senza che questo dipenda da noi.

Che cosa possiamo fare in queste situazioni? Davvero crediamo di poterle in qualche modo controllare?

 

La #StreetLovingKindness ci offre una prospettiva nuova, oserei dire rivoluzionaria, per trasformare tutte queste situazioni talvolta scomode o spiacevoli in straordinarie opportunità di pratica in cui coltivare la gentilezza amorevole, non solo verso noi stessi – perché lasciandoci andare all’impazienza e alla scortesia è anzitutto verso noi stessi che non mostriamo amore – ma aprendo gli occhi al mondo che ci circonda e inviando alle persone che incrociamo auguri incondizionati di bene.

 

Ho avuto modo di sperimentarne tutto il calore proprio un paio di giorni fa, quando sono stata svegliata di prima mattina dalla chiamata di una delle mie più care amiche che mi chiedeva di accompagnarla al pronto soccorso perché non si sentiva bene. Tra la preoccupazione, i programmi per la giornata in fumo e un senso disarmante di impotenza, sono corsa a prenderla per portarla il prima possibile al pronto soccorso. E lì è iniziata una serie di code, per l’accettazione, per i controlli, per le cure.

 

L’ho fatta sedere, ho preso il mio numerino e mi sono messa in coda.

Mi sono tornati improvvisamente alla memoria i video di Sharon Salzberg. Mi sono guardata attorno e si è ridimensionata la preoccupazione. Ho allentato la presa su me stessa, lasciando andare ogni altro programma per la giornata. Ho poggiato i piedi completamente per terra, la schiena dritta, ma non rigida, mi sono radicata nel corpo e ho incontrato il mio respiro.

Mi sono guardata attorno, stavolta vedendo davvero le persone accanto a me.

Ho letto nei loro volti le stesse emozioni che mi stavano attraversando: preoccupazione, impazienza, desiderio di star bene e di tornare a casa, umanità.

 

Ed ho iniziato ad inviare dal cuore i miei auguri di bene.

“Che tu possa essere felice. Che tu possa essere in pace. Che tu possa ricevere buone notizie e le cure che ti servono. Che tu possa tornare a casa dai tuoi cari. Che tu possa dormire sereno stanotte. Che tu possa non fare tardi a lavoro. Che tu possa essere visto. Che tu possa vivere una vita piena.

Proprio come io desidero la felicità, tutti gli esseri viventi desiderano la felicità. Che noi si possa vivere felici e in pace”.

 

Ed ho sentito come siamo tutti profondamente interconnessi e non abbiamo altra scelta che amare e coltivare la gentilezza nei nostri cuori.

Valentina Giordano

Mindfulness & MBSR Teacher del Center for Mindfulness della University of Massachusetts Medical School, Valentina pratica e insegna con entusiasmo rivolgendosi ad adulti, bambini, adolescenti, scuole e aziende. Da questa passione nasce il suo progetto di mindfulness www.goasariver.com.

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