THANKSGIVING E LA MAGIA DELLE PICCOLE COSE - Go as a river
Oggi negli Stati Uniti si celebra il Giorno del Ringraziamento e quest’anno mi piacerebbe potermi unire ai festeggiamenti e invitare anche voi. Vorrei toccare una nuova sfumatura, quella della felicità e di come la nostra idea di felicità cambia quando coltiviamo la gratitudine.
gratitudine, Ringraziamento, meditazione
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THANKSGIVING E LA MAGIA DELLE PICCOLE COSE

La gratitudine è la fiducia nella vita stessa. Non è sentimentale, né gelosa, né giudicante. La gratitudine non invidia né fa paragoni. La gratitudine riceve meravigliata la miriade di offerte della pioggia e della terra, la cura che sostiene ogni singola vita.

Nella misura in cui cresce, suscita gioia. Sperimentiamo il coraggio di gioire della nostra fortuna e della fortuna degli altri.

La gioia è naturale per un cuore aperto. In essa, non abbiamo paura del piacere. Non crediamo erroneamente che sia sleale verso la sofferenza del mondo onorare la felicità che ci è data.

 

~ Jack Kornfield

 

 

Oggi negli Stati Uniti si celebra il Giorno del Ringraziamento e quest’anno mi piacerebbe potermi unire ai festeggiamenti e invitare anche voi.

 

Sedetevi comodi, se volete potete assaggiare la salsa ai cranberries o sentire il profumo della torta alla zucca appena sfornata. Non so voi, ma io amo l’odore della cannella che si diffonde per casa, è una delle piccole cose che mi scalda il cuore.

 

E dopo avervi versato del tè, vorrei cogliere l’occasione per raccontarvi ancora della gratitudine.

È vero, l’ho già fatto qualche settimana fa, condividendo una breve meditazione che mi è stata molto utile e continua ad essermi di grande aiuto ogni volta che sento che la mia visione della vita si sta restringendo e si ripresenta il vecchio pattern della lamentela o dell’insoddisfazione.

E allora, qualunque cosa io stia facendo, la interrompo per dare la priorità a ciò che veramente conta: prendermi cura di me.

 

Nel ritornare su questo tema, oggi, vorrei toccare una nuova sfumatura: quella della felicità e di come la nostra idea di felicità cambia quando coltiviamo la gratitudine.

 

Si tratta di un vero e proprio esercizio che, come per qualsiasi altro tipo di allenamento, richiede costanza e dedizione.

Iniziamo col riconoscere tutte le grandi e piccole benedizioni che ci sostengono e, nel risvegliare la gioia verso la vita e le persone che amiamo, finiamo per scoprire una felicità senza motivo. Siamo felici per la vita stessa.

 

E possiamo finalmente vedere che la felicità non è più legata a fattori esterni, al raggiungimento di obiettivi, all’affanno, all’idea che saremo felici solo quando noi saremo in un certo modo o solo se le cose andranno come desideriamo, ma risiede già in noi e in quella che mi piace definire “la magia delle piccole cose”.

 

In una mattina di sole dopo giorni di nebbia, in un piatto di pasta di ritorno da un viaggio all’estero, in quel sorriso che spazza via il broncio.

 

Mi è arrivata dritta al cuore questa felicità ingenua proprio qualche sera fa, passeggiando per le vie del centro storico, lentamente, quasi fosse una meditazione camminata, aperta ad accogliere tutte le sensazioni.

Il vento sulle guance, la bellezza degli edifici antichi, i volti delle persone, le note di una musica di Chet Baker suonata in lontananza da un artista di strada.

 

Mi è sembrato che la vita fosse tutta lì, in quel momento.

 

E poi hanno iniziato a susseguirsi i pensieri e le emozioni, le serate ad Harlem della scorsa estate, i ragazzi che ho conosciuto per caso al Vicolo dei Lavandai e che hanno suonato la sera del mio matrimonio, la musica che riempiva sempre la casa di domenica mattina. E mentre la mente viaggiava da un angolo all’altro del pianeta e della mia intera esistenza, l’ho dolcemente riportata alla semplicità delle vibrazioni sonore diffuse in quell’angolo di strada.

 

Ascolto puro della musica nella sua melodia. E quando si apprezza la magia delle piccole cose, come si fa a non essere grati?

Non c’è nient’altro da fare, nessun altro luogo in cui andare. Nessun programma da rispettare, niente da raggiungere.

 

E mi sono tornate in mente le parole di George Gershwin.

“La vita è un po’ come il jazz: viene meglio quando si improvvisa.”

Valentina Giordano

Mindfulness & MBSR Teacher del Center for Mindfulness della University of Massachusetts Medical School, Valentina pratica e insegna con entusiasmo rivolgendosi ad adulti, bambini, adolescenti, scuole e aziende. Da questa passione nasce il suo progetto di mindfulness www.goasariver.com.

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