ESISTO COME SONO, E TANTO MI BASTA

Mayumi R.

MBSR

 

 

Sono arrivata sul tappetino che conoscevo teoricamente la mindfulness da un paio d’anni. L’avevo scoperta grazie a un blog e in breve mi ero trasformata in una sua appassionata lettrice. Giorno dopo giorno, quei post erano diventati parte integrante delle mie pause, da cui traevo luminosi e nuovi spunti di riflessione, nonché bussole per i momenti di caos esistenziale. Li leggevo e, sorprendentemente, mi pareva che nelle loro parole ci fosse tutto, ma davvero tutto, ciò che di buono servisse a vivere con pienezza e serenità. Eppure oggi, quasi due anni dopo la mia prima occasione di pratica, mi sento di dire che allora avessi solo una piccola idea dell’enormità a cui la mindfulness porta.

 

 

Valentina in questo è stata, ed è tuttora, fondamentale. La sua dolcezza e cura mi hanno fatto percepire da subito, addirittura già solo tramite mail, che sarebbe stata una compagna di viaggio formidabile. Teoricamente dovrei chiamarla maestra, ma tra le molte cose per cui la stimo, ci sono la spontaneità e l’onesta con cui si pone e con cui condivide la sua esperienza, incoraggiando ad ascoltarsi, essere e sperimentare senza giudizi, preclusioni né rigidità di sorta. Con la sua stessa autenticità, infatti, Valentina è stata in grado di “convincermi” una volta per tutte a lasciarmi diventare veramente me stessa: praticamente ciò a cui aspiravo da tutta la vita.

 

 

Non è un caso, credo, che tra le prime sensazioni che ricordo di aver provato sul tappetino, vi sia stato un moto, per me tutto nuovo, di tenerezza e accettazione nei miei propri confronti. Sensazioni che nei mesi, mi hanno permesso di esplorare con curiosità e compassione angoli della mia vita che non riuscivo o non volevo vedere, e che si sono consolidate man mano in un sentimento d’incondizionata “auto amicizia”. Grazie alla mindfulness ho smesso di essere perennemente immersa in quella lotta che mi portavo dentro e fuori da sempre e sono diventata, incredibilmente, la mia più grande paciera e alleata. Praticare mi ha regalato uno sconfinato senso di libertà dalle paure, dalla reattività, dalle situazioni e, paradossalmente, persino dalla stessa felicità. Proprio come dice Walt Whitman in “Foglie d’erba”:

 

“Esisto come sono, e tanto mi basta,
Se nessuno nel mondo lo sa me ne resto tranquillo,
Se ognuno e tutti lo sanno me ne resto tranquillo.

 

Un mondo almeno lo sa e di gran lungi il più vasto per me, è cioè il mio io,
E sia che oggi consegua tutto quanto mi spetta, o debba attendere dieci mila anni o dieci milioni di anni,
Posso accettarlo adesso con letizia, e con uguale letizia posso aspettarlo.”

 

 

Ho sperimentato che c’è qualcosa di estremamente rivoluzionario nel prendersi del tempo per fermarsi anziché fare, persino quando le cose sembrano impellenti. Perché ciò permette di agire anziché reagire e vivere ogni momento senza impalcature, per ciò che è davvero. Praticando ho trovato il coraggio di non dover sempre sapere chi essere, cosa fare, cosa scegliere, come risolvere e come decidere, sentendo che la vita è molto di più e va ben oltre questo.

 

 

Certamente non è stato e non è un percorso tutto in discesa. Iniziare a vedere le cose per quelle che erano, ad esempio, mi ha portato anche a lasciare andare sempre di più quelle che non mi corrispondevano, ma a cui ero fortemente attaccata. A tratti ho provato smarrimento e solitudine, ma al contempo possedevo una nuova certezza: quella di avere me stessa al mio fianco. (Oltre a Valentina, che nei momenti più difficili non ha mai mancato di incoraggiarmi con un sorriso, una frase o la disponibilità per una telefonata, anche al di là delle occasioni di pratica.)

 

 

Oggi, se guardo a com’è la mia vita quasi due anni dopo quella prima volta sul tappetino, posso dire di averne incalcolabilmente guadagnato in qualità. È strano, ma è come se concedendomi di essere più che mai me stessa, invece di ostinarmi a tutti i costi a voler cambiare, tutto il resto intorno abbia assunto la comoda foggia e la bellezza di un vestito su misura. Questo non vuol dire che la mia vita adesso è perfetta, ma come si dice nello Zen, è diventata una vita come quella del loto: “a proprio agio in acque torbide”.

 

 

Valentina Giordano

Mindfulness & MBSR Teacher del Center for Mindfulness della University of Massachusetts Medical School, Valentina pratica e insegna con entusiasmo rivolgendosi ad adulti, bambini, adolescenti, scuole e aziende. Conduce ciclicamente il programma MBSR per la riduzione dello stress, ha una rubrica sulla 27esimaora del Corriere della Sera ed è autrice per Sperling & Kupfer del libro di mindfulness “I GENITORI PERFETTI NON ESISTONO”.

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