Welcome to the river

Benvenuto in go as a river,
il progetto di mindfulness a cura di Valentina Giordano

DIVENTARE ISOLA

La solitudine può essere una tremenda condanna o una meravigliosa conquista. 

~ Bernardo Bertolucci

ASCOLTARSI

C’è un aspetto del mio cammino interiore che non smette mai di sorprendermi, ed è la continua evoluzione di tutte le parti di me. La parte che osserva, che nel tempo è diventata accogliente e curiosa, ama portare lo sguardo sulla motivazione dietro ogni scelta, e poi resta lì ad ascoltare.

A volte è una scelta cromatica (capita anche a voi di indossare un colore e poi accorgervi che è proprio in linea con il vostro stato d’animo?), a volte sono scelte lessicali, tutto il detto o non detto con cui comunichiamo e diamo significato alle cose. 

IL BISOGNO DI SILENZIO

Quest’estate, per fare pausa, ho scelto di andare su un’isola. Non è stato il frutto di un ragionamento, ma una decisione intuitiva. Quando mi sono fermata a osservare, ho visto il bisogno di silenzio e il desiderio di raccoglimento, di spazio per meditare, riflettere e creare

Negli ultimi mesi ho affiancato molte persone che mi hanno portato il tema della solitudine, intesa come una sofferenza aggiuntiva in un periodo già difficile. Esiste però una solitudine bella, preziosa, quasi necessaria – una solitudine come fonte di guarigione: quello spazio dilatato in cui rimanere in compagnia di se stessi, invitare il silenzio, creare una distanza significativa dall’affanno della quotidianità, che permette di guardare le cose da altre angolazioni, rivisitare le emozioni, espandere il proprio repertorio e arricchire la vita.

ESSERE AL SERVIZIO DEGLI ALTRI

Ho vissuto questi mesi con la gratitudine di chi non dà niente per scontato, e da questa posizione privilegiata di salute e stabilità emotiva ho potuto mettermi al servizio degli altri. È stato un viaggio nel viaggio. Perché è proprio questo, secondo me, uno dei risvolti meravigliosi di aver sperimentato la sofferenza e di voler crescere attraverso il dolore: si impara a onorare le proprie fortune, e a condividere ciò che si ha con il mondo, donandosi con generosità.

Ho potuto offrire sostegno e guida, in un momento in cui – nonostante le difficoltà – mi sono sentita radicata. E così ci siamo incontrati per le meditazioni del mattino, lo yoga al risveglio e le dirette sulla paura, l’ansia e la fiducia. Ho messo a disposizione 30 ore di incontri individuali gratuiti, due al giorno per tre settimane, e ho incontrato adulti e adolescenti da tutta Italia, con incredibili storie di dolore, ma anche di coraggio e resilienza. Abbiamo approfondito la pratica con amici e colleghi a cui voglio bene, e insieme a voi è stato bellissimo prendere parte alle Mindful Conversations, 7 serate aperte di pratica a tema. 

E poi c’è stato il volontariato in uno dei progetti che mi sta più a cuore, quello di ridisegnare e diffondere un’idea di education basata sull’etica, l’intelligenza emotiva e la compassione, e infine la collaborazione con l’unità spinale dell’ospedale Niguarda per offrire un supporto di counseling. Fino al momento in cui abbiamo potuto incontrarci di persona, per celebrare insieme dal vivo il Solstizio d’Estate.

DIVENTARE ISOLA

Quello che ho imparato in questi mesi è che ognuno di noi ha vissuto una sua particolare pandemia, e che ogni sguardo su ciò che è accaduto è stato unico, vero e degno di essere rispettato. Non c’è un solo modo di intendere e decifrare la realtà, proprio perché ognuno di noi è unico e ciascuno porta un po’ della sua storia personale nella lettura degli eventi. Per questo, se è vero che è necessaria una riflessione collettiva su ciò che abbiamo vissuto, ognuno di noi può iniziare per lo meno da un’osservazione individuale perché questa capacità di poter riflettere sulla propria esperienza è alla base della crescita interiore.

Ancor di più al termine di questo periodo surreale che ricorderemo per sempre col nome di lockdown, possiamo riconoscere che per esserci totalmente per gli altri bisogna esserci prima completamente per se stessi. Quest’estate vi auguro di celebrare finalmente la connessione, e allo stesso tempo di prendervi ogni giorno del tempo per fermarvidiventare isola.

D’altra parte, se tutte le giornate sono indaffarate o rumorose, l’anima potrà mai essere tranquilla?

Buona estate e buona pratica!

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